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Relazione del Parlamento relativa al Piano d'azione sull'innovazione

Nel corso della riunione del 17 settembre 1997 a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato il proprio parere in merito al Primo piano d'azione per l'innovazione in Europa preparato dalla Commissione.

Il Parlamento accoglie con favore il Piano d'azione sebbene lo consideri...
Nel corso della riunione del 17 settembre 1997 a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato il proprio parere in merito al Primo piano d'azione per l'innovazione in Europa preparato dalla Commissione.

Il Parlamento accoglie con favore il Piano d'azione sebbene lo consideri, nella sua forma attuale, una base preliminare per continuare la discussione avviata dal Libro verde. Esso afferma che l'innovazione dovrebbe essere considerata nella sua accezione più ampia, dove istruzione e formazione costituiscono un punto di partenza per qualsiasi altro investimento nell'innovazione. A parere del Parlamento, elevati standard ambientali sarebbero un importante generatore di innovazione nelle nuove tecnologie.

Nel parere si rileva altresì che non esiste alcun modello standard per la politica dell'innovazione; si esprime l'opinione che le azioni da intraprendere dovrebbero tendere ad offrire la massima assistenza alle nuove organizzazioni o ai singoli interessati al settore dell'innovazione e ridurre al minimo gli ostacoli alla crescita. In tale contesto, il Parlamento accoglie con favore gli sforzi della Commissione volti a stimolare gli scambi di esperienze e la promozione delle pratiche ottimali, nonché gli sforzi della stessa per migliorare e semplificare l'ambiente commerciale per le nuove aziende. Si compiace inoltre delle iniziative della Commissione per istituire un sistema europeo d'uso di parametri di riferimento che consenta l'analisi comparativa tra imprese.

Il Parlamento mette in rilievo l'importanza di un adeguato finanziamento ai fini della riuscita delle aziende in fase di avviamento e riconosce il ruolo svolto dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fondo europeo per gli investimenti nella creazione dell'occupazione. In particolare, la disponibilità finanziaria nella fase di penetrazione nel mercato è di vitale importanza nel passaggio dal prototipo al prodotto finito. Nel parere si accoglie con favore l'istituzione di EASDAQ, il piccolo mercato paneuropeo per il finanziamento delle aziende ad elevata tecnologia in crescita.

Nel parere del Parlamento si invita la Commissione a: elencare in ordine di priorità le azioni nell'ambito del Piano d'azione; formulare proposte concrete per il finanziamento dell'innovazione; formulare regole su norme, marchi di fabbrica e brevetti in modo che i prodotti e i servizi europei siano compatibili e interoperabili a livello sia di UE che globale. Inoltre, chiede alla Commissione di aumentare il coordinamento di politiche comunitarie differenti, in considerazione del contributo fornito da tali politiche al miglioramento della capacità di innovazione europea. Nell'ambito del programma quadro di RST, il Parlamento chiede alla Commissione di incoraggiare la ricerca perché sia più innovativa nell'orientamento, utilizzando l'esperienza proveniente da EUREKA, nonché di incoraggiare progetti pilota volti all'internazionalizzazione delle PMI.

Secondo il Parlamento, gli Stati membri dovrebbero garantire che gli insegnanti e i metodi di formazione mirino, sin dall'infanzia, ad incoraggiare la creatività e l'iniziativa. Per di più, gli Stati membri dovrebbero rafforzare i legami tra la ricerca e l'industria, anche incrementando la mobilità di personale tra le università e l'industria. Agli Stati membri si chiede anche di prendere in considerazione regimi fiscali vantaggiosi per coloro che investano in società e progetti innovativi, nonché di migliorare le infrastrutture per le PMI, compresa la fornitura di notizie in campo economico. Per quanto concerne il programma quadro, il Parlamento invita gli Stati membri a conferire più autorità a livello gestionale alla Commissione, consentendole di riorientare progetti e di promuovere nuovi progetti quando gli sviluppi nella tecnologia lo rendano opportuno.


Fonte: Parlamento europeo

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