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La Commissione adotta un quadro politico per la sicurezza su Internet

L'8 ottobre 1997, la Commissione europea ha adottato una comunicazione che stabilisce una politica europea per garantire la fiducia e la sicurezza nelle comunicazioni elettroniche.

Le reti aperte, in particolare Internet, vengono utilizzate sempre più per le comunicazioni nel...
L'8 ottobre 1997, la Commissione europea ha adottato una comunicazione che stabilisce una politica europea per garantire la fiducia e la sicurezza nelle comunicazioni elettroniche.

Le reti aperte, in particolare Internet, vengono utilizzate sempre più per le comunicazioni nella nostra società; ciò schiude notevoli nuove opportunità: per il settore commerciale (commercio elettronico), l'invio di comunicazioni private via posta elettronica, l'organizzazione di servizi pubblici quali ad esempio le gare d'appalto in forma elettronica. Tuttavia, trattandosi di reti aperte, le comunicazioni non sono sicure e i messaggi inviati possono essere intercettati e persino manipolati, la validità dei documenti può non essere riconosciuta e i dati personali possono essere raccolti illegalmente. La maggiore efficienza che Internet conferisce al commercio rischia di essere vanificata se non potranno essere messe in atto idonee strutture di sicurezza, in grado di assicurare la fiducia degli utenti nei riguardi del sistema.

Due tecnologie si sono rivelate i mezzi principali per aumentare la sicurezza: le firme digitali e la crittografia. La Commissione desidera garantire che tali tecnologie non si sviluppino gradualmente, conducendo all'incompatibilità fra Stati membri, e che le norme relative non vengano sviluppate al di fuori dell'Europa e quindi imposte a livello internazionale. Per evitare tale possibilità, assume fondamentale importanza l'avvio di un esauriente dibattito in seno all'Europa.

Il secondo pericolo previsto dalla Commissione nello sviluppo graduale delle tecnologie crittografiche è connesso all'aspetto giuridico. Innanzitutto, se le firme digitali dovranno avere valore giuridico equivalente alle firme scritte, occorre che siano riconosciute a livello internazionale. In secondo luogo, gli organismi preposti al controllo dell'applicazione della legge e quelli di polizia giudiziaria temono che uno sviluppo disordinato di tecnologie crittografiche ne riduca le capacità di contrasto del crimine, principalmente delle frodi e del contrabbando internazionali.

La Commissione propone di presentare alcuni provvedimenti, a seguito di consultazioni secondo quanto indicato dalla comunicazione. Tali provvedimenti comprendono gli aspetti seguenti:

- un quadro comunitario per le firme digitali, da introdurre nella prima metà del 1998;
- specifiche di certificazione comuni a livello europeo per le autorità di certificazione per conto di terzi, che convalidino le transazioni elettroniche;
- cambiamenti nei sistemi giuridici nazionali per garantire il riconoscimento delle firme digitali;
- elaborazione di posizioni comunitarie per il dialogo internazionale;
- assicurazione che tutte le limitazioni a livello nazionale relative alla crittografia siano compatibili con il diritto europeo;
- adattamento del regolamento sul "duplice uso" nei suoi aspetti connessi al commercio dei prodotti crittografici;
- incremento della cooperazione tra forze di polizia a livello europeo e internazionale;
- definizione di accordi internazionali tra la Comunità e paesi terzi;
- incoraggiamento all'elaborazione di norme armonizzate;
- istituzione di un programma comunitario per lo sviluppo di strategie globali concernenti la sicurezza delle comunicazioni elettroniche;
- proposizione di un'azione chiave sul commercio elettronico, nell'ambito del Quinto programma quadro di RST;
- istituzione, entro la fine del 1997, di un Forum europeo Internet per fornire e scambiare informazioni.

All'inizio del 1998, sarà organizzata un'assemblea sulle firme elettroniche e sulla crittografia, onde garantire ampie consultazioni in merito alla comunicazione. All'assemblea parteciperanno rappresentanti delle amministrazioni statali, del mondo industriale e dei consumatori.


Fonte: Commissione europea, DG XIII