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AIDS in Europa: intensificare la prevenzione

In occasione della Giornata mondiale contro l'AIDS (1° dicembre 1997) il Commissario per l'occupazione, gli affari sociali e la sanità Padraig Flynn ha messo in rilievo l'importanza della prevenzione nella lotta contro la malattia.

Gli epidemiologie ritengono che, nell'UE, og...
In occasione della Giornata mondiale contro l'AIDS (1° dicembre 1997) il Commissario per l'occupazione, gli affari sociali e la sanità Padraig Flynn ha messo in rilievo l'importanza della prevenzione nella lotta contro la malattia.

Gli epidemiologie ritengono che, nell'UE, ogni anno continuino ad esserci 30.000 nuovi casi di persone infettate dal virus HIV. Oggi vivono nell'Unione europea (UE) circa 500.000 persone infettate dal virus HIV; dall'inizio dell'epidemia sono stati riscontrati un po' più di 180.000 casi di AIDS dichiarati, tre quarti dei quali in tre paesi: Spagna, Francia e Italia. Alla luce di tali cifre il commissario Flynn ha insistito sull'importanza di sforzi continui a favore della prevenzione dell'AIDS.

Il programma comunitario di prevenzione dell'AIDS e di certe altre malattie trasmissibili (1996-2000) sostiene l'azione degli Stati membri nei settori de:

- la sorveglianza epidemiologica dell'HIV e dell'AIDS;
- la lotta alla trasmissione, in particolare rivolta a taluni comportamenti ad alto rischio (prostituzione, tossicomania, prigionia, rapporti sessuali non protetti, ecc.);
- l'informazione e l'educazione del pubblico, in particolare dei giovani;
- il sostegno alle persone colpite e la lotta alla discriminazione.

Il commissario Flynn ha osservato che "l'azione della Comunità e degli Stati membri in materia di prevenzione ha già dato frutti, frenando l'avanzata dell'epidemia nell'Unione europea". ha inoltre indicato talune priorità dell'azione comunitaria nel 1998:

- migliorare il sistema europeo di monitoraggio epidemiologico dell'infezione HIV per meglio adattare la strategia di prevenzione;
- intensificare la campagna d'informazione e di prevenzione in modo da ridurre il numero di nuovi casi d'infezione;
- favorire la diagnosi precoce su base volontaria e riservata nelle prime fasi dell'infezione, per limitare la trasmissione ed incominciare la cura.

Nell'ultimo anno i trattamenti antivirali, soprattutto la triterapia, hanno avuto per effetto un calo sensibile del numero di morti per AIDS nell'UE. Il commissario Flynn si è però detto preoccupato della possibilità che la speranza e l'effettivo miglioramento portati da questo trattamento sfocino in una riduzione degli sforzi volti a prevenire la trasmissione per via sessuale o la trasmissione tramite le siringhe tra i tossicomani.

Secondo la relazione recentemente pubblicata dalla Commissione europea, l'ONU-AIDS e la Banca mondiale, il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) ha contaminato attualmente 30 milioni di persone nel mondo. Oltre il 90% di queste vive nei paesi in via di sviluppo, ed i due terzi nell'Africa subsahariana.


Fonte: Commissione europea, servizio del portavoce