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Caratterizzazione della risposta immunitaria nelle infezioni sessualmente trasmissibili

Le infezioni sessualmente trasmissibili (STI) rappresentano un problema di saluto significativo in giro per il mondo. Lo sviluppo di interventi specifici richiede un’approfondita caratterizzazione della risposta immunitaria localizzata.
Caratterizzazione della risposta immunitaria nelle infezioni sessualmente trasmissibili
Nel corso degli anni, la comunità scientifica ha proposto lo sviluppo di vaccini per offrire protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili. Questi vaccini mirano a suscitare le risposte immunitarie delle mucose nel tratto riproduttivo femminile e a generare memoria localizzata in siti di potenziale esposizione per meglio controllare l’infezione. Tuttavia, l’accesso limitato ai tessuti mucosi nelle donne ha ostacolato la possibilità di misurare con precisione le risposte immunitarie.

Il progetto finanziato dall’UE FRT-HOMING (Identifying new markers and homing profiles involved in lymphocyte migration to the female reproductive tract) ha proposto di sviluppare analisi che misurano indirettamente le risposte di cellule T antigene-specifiche. I ricercatori erano particolarmente interessati a definire il profilo homing dei linfociti nella migrazione ai genitali femminili. Nel perseguire questo obiettivo, hanno studiato le molecole di adesione espresse sulle cellule T effettrici durante l’infezione del tratto genitale come marcatori sostitutivi dell’immunità del tratto genitale.

FRT-HOMING è partito dall’ipotesi che i linfociti indotti come conseguenza dell’immunizzazione o dell’infezione del tratto riproduttivo, passano transitoriamente nel sangue, esprimendo un insieme specifico di marcatori homing. Il gruppo ha lavorato per identificare integrine e recettori homing specifici espressi nei linfociti in circolazione che dirigono la loro migrazione verso il tratto riproduttivo femminile. Gli scienziati hanno isolato le cellule dal sangue poco dopo l’immunizzazione o l’infezione della mucosa in modelli animali e in pazienti ed hanno effettuato analisi di espressione genica.

In un modello murino di infezione vaginale con la clamidia, i ricercatori hanno scoperto un upregulation dei recettori chemochinici specifici quali CCR2, CCR5, CXCR6 e l’integrina CD11c in cellule T effettrici. Un profilo simile è stato osservato in donne che soffrono in maniera specifica di vaginosi batterica, ma non durante altre condizioni infiammatorie della pelle o dell’intestino. È importante sottolineare che l’espressione di CD11c ha distinto una popolazione di cellule T in circolazione con capacità innata e potenziale di homing delle mucose.

Nel complesso, le attività dello studio FRT-HOMING hanno dimostrato la possibilità di misurare le cellule T che esprimono CD11c nel sangue come indicatore dell’immunità delle cellule T nel tratto genitale femminile. Ciò può costituire uno strumento promettente per lo sviluppo di vaccini e un obiettivo per suscitare l’immunità protettiva contro le malattie sessualmente trasmissibili.

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Keywords

Infezioni sessualmente trasmissibili, FRT-HOMING, cellula T, CCR5, CD11c