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Una nuova terapia specifica per i malati di cancro colorettale

L’associazione di colectomia e chemioterapia può salvare fino al 50-70 % dei pazienti affetti da cancro colorettale. Coloro che non rientrano in queste statistiche però spesso vedono il cancro tornare in forma di metastasi. Una nuova terapia più precisa potrebbe prevenire queste ricadute e persino eliminare il bisogno della colectomia.
Una nuova terapia specifica per i malati di cancro colorettale
Prevenire le ricadute per il cancro colorettale – la seconda forma più letale di cancro in Europa – è difficile. Le ragioni di queste ricadute sono varie: diffusione di cellule isolate del cancro fuori dal luogo primario del tumore, rimanenza di cellule del cancro nell’area in seguito alla sua resezione, scarsa specificità della chemioterapia post-resezione o resistenza al trattamento chemioterapico. La dott.ssa Helena Azevedo del Queen Mary, University of London (QMUL) crede che, qualunque sia la causa, tali ricadute possano essere prevenute con terapie che promuovono la rigenerazione del tessuto danneggiato.

Qui entra in gioco CANCERHYDROGELPATCH, un progetto finanziato dall’UE il cui obiettivo era bersagliare le cellule del tumore colorettale con nanobacchette di idrogel-farmaco-siRNA coniugati dopo la rimozione chirurgica del tumore.

“La nostra idea era progettare una terapia specifica per un tipo particolare di cancro, in modo che fosse più efficace e sicura,” dice la dott.ssa Azevedo. “Per esempio, si sa che i fattori di crescita – proteine coinvolte nella proliferazione delle cellule – sono normalmente sovraespressi nella maggior parte dei tumori, contribuendo così alla progressione e alla diffusione del cancro. Usando il Bevacizumab, conosciuto anche come Avastin, abbiamo visto che potevamo prevenire la crescita del tumore. Ma la complessità dell’ambiente del tumore richiede la somministrazione di più terapie, quindi abbiamo selezionato un altro farmaco che consiste in breve RNA interferente (siRNA – in grado di sopprimere/abbattere l’espressione di geni specifici) allo scopo di fermare un importante oncogeno implicato nella progressione del cancro colorettale.”

Anche se farmaci come Avastin sono già usati in pazienti affetti da cancro colorettale, CANCERHYDROGELPATCH ha innovato non somministrandolo sistematicamente o tramite iniezione intratumorale – una pratica che ha come risultato effetti collaterali indesiderati a causa di un assorbimento non specifico da parte sia di cellule sane che di cellule del cancro e il suo accumulo negli organi. L’equipe invece voleva somministrare questi farmaci con un idrogel nel punto desiderato e selettivamente alle cellule del cancro attaccandoli a nanoparticelle rivestite con piccole molecole di peptide che si legano specificamente alla superficie delle cellule del cancro.

“I risultati sono stati eccezionali,” spiega la dott.ssa Azevedo. Talmente eccezionali in realtà che l’equipe ha superato le sue aspettative iniziali di una terapia che potesse essere applicata dopo la resezione del tumore. La loro terapia combinata può vantare una grande efficacia in tumori sia resezionati che non resezionati grazie all’associazione di tre approcci terapeutici: terapia genetica per bloccare gli oncogeni coinvolti nella progressione del cancro, chemioterapia con rilascio di un potente farmaco che ferma la crescita delle cellule del cancro e terapia termica che produce calore e uccide le cellule del cancro. “È stato dimostrato che questa tripla terapia era in grado di promuovere l’eliminazione del tumore, eliminando il bisogno della sua resezione. Quando applicata dopo la resezione, è stata raggiunta una remissione completa distruggendo le rimanenti cellule del cancro ed evitando la ricrescita del tumore,” dice la dott.ssa Azevedo.

La nuova terapia ha generato così tanto entusiasmo nella comunità che ha portato alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista “Nature Materials”. Adesso Joao Conde, che ha partecipato a CANCERHYDROGELPATCH ed è specializzato nella progettazione e verifica di nanomateriali per la cura del cancro, sta mettendo insieme un nuovo gruppo di ricerca per sviluppare ulteriormente queste terapie.

“Anche se i risultati sui topi sono molto promettenti in termini di efficacia e sicurezza, un’ulteriore verifica delle terapie in grandi modelli pre-clinici che permettano studi di follow-up su periodi più lunghi è necessaria prima di poter portare il nuovo trattamento e metodo di somministrazione sui pazienti umani. Questo potrebbe richiedere da 5 a 10 anni, se tutto va come previsto,” conclude la dott.ssa Azevedo.

Argomenti

Life Sciences

Keywords

CANCERHYDROGELPATCH, colectomia, cancro colorettale, tumore, metastasi, chemioterapia, idrogel, Avastin, siRNA, espressione genetica, peptide, resezione