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FP7

STAPHYLOMICS — Risultato in breve

Project ID: 625975
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Paesi Bassi
Dominio: Salute, Ricerca di base

I determinanti genetici dell’infezione da stafilococco

Lo Staphylococcus aureus è in grado di provocare un’ampia varietà di malattie. A fronte della comparsa dell’antibioticoresistenza e della carenza di vaccini, è importante capire meglio la patogenesi dello S. aureus.
I determinanti genetici dell’infezione da stafilococco
Sempre più prove indicano che durante l’infezione da S. aureus, il patogeno attacca in uno stadio di infezione intracellulare, un elemento importante per la progressione della malattia. Tali fagociti infetti servono da serbatoi di infezione diffusa e fanno ipotizzare la predisposizione di un ambiente favorevole intrafagocitario. Attualmente, però, non si conosce il meccanismo del parassitismo del fagocito del S. aureus.

Gli scienziati del progetto STAPHYLOMICS (Identifying host factors involved in staphylococcal infection), finanziato dall’UE, erano interessati ai geni che vengono attivati all’interno dei fagociti in risposta all’interiorizzazione dello S. aureus. In tale contesto, hanno impiegato un modello di danio rerio di infezione da S. aureus e hanno analizzato la risposta trascrizionale dell’ospite all’infezione da S. aureus in vivo. Per procedervi, hanno eseguito un’analisi di sequenziamento del RNA dei due tipi più importanti di fagociti (neutrofili e macrofagi), selezionati da larve di danio rerio infette.

I risultati sono stati annotati rispetto all’assemblaggio del genoma del danio rerio. Dall’analisi statistica di geni espressi in modo differenziale in fagociti infetti a confronto con le loro controparti non infette, sono emersi alcuni risultati interessanti. Il team ha successivamente messo in atto approcci di guadagno e perdita di funzione, per chiarire il ruolo di tali hit (risposte positive) nella patogenesi dello S. aureus.

Appare particolarmente interessante la scoperta che lo S. aureus sopprime la trasduzione del segnale infiammatoria dell’ospite. Due dei geni associati all’infiammazione erano implicati nella sopravvivenza batterica. Inoltre, sia i neutrofili che i macrofagi hanno risposto con l’autofagia all’interiorizzazione dello S. aureus; gli scienziati hanno identificato geni importanti in tale processo.

Una migliore comprensione dell’interazione tra ospite stafilococchico e patogeno può portare a strategie terapeutiche alternative. L’identificazione di geni ospiti implicati nel controllo della crescita stafilococchica durante l’infezione presenta importanti conseguenze cliniche e può fornire bersagli terapeutici per lo sviluppo della prossima generazione di farmaci antimicrobici. Inoltre, gli approcci mirati all’ospite che modulano il sistema immunitario dimostrano enormi potenzialità di contrastare l’infezione. Si tratta di un elemento della massima urgenza, considerando la comparsa di ceppi virulenti di S. aureus resistenti a più farmaci, che causano morbilità e mortalità.

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Keywords

Staphylococcus aureus, STAPHYLOMICS, danio rerio, neutrofilo, macrofago