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L’influenza prende a bersaglio l’autofagia per l’elusione immune

L’infezione del virus influenzale è una grave causa di mortalità e stagionalmente si verifica epidemie causate dal mutamento della struttura antigenica virale. L’incompletezza della protezione garantita dagli attuali vaccini evidenzia la necessità di strategie più efficaci.
L’influenza prende a bersaglio l’autofagia per l’elusione immune
Le cellule eucariote degradano il materiale intracellulare nel proteasoma e attraverso autofagia. L’autofagia implica l’avvolgimento di materiale citosolico (proteine e interi organelli) nelle vescicole a doppia membrana, che infine si fondono con i lisosomi. È un fenomeno essenziale per fornire energia alle cellule in crisi di inedia, ma emergono prove a dimostrazione del suo ruolo nell’immunità.

In realtà, dai referti appare un legame tra l’autofagia e la rilevazione di patogeni, l’attivazione di infiammasomi e la regolazione della trasduzione del segnale del recettore di riconoscimento del modello (pattern recognition receptor, PRR). Inoltre, l’autofagia è determinante per la presentazione di antigeni a cellule T; i patogeni hanno sviluppato meccanismi per puntare ai meccanismi mediati da autofagia. Si aggiunga che la macroautofagia è necessaria per la sopravvivenza di cellule B di memoria, T di memoria, T effettrici e Treg allo stato di equilibrio e nell’infezione influenzale; se ne deduce che il ruolo dell’autofagia nell’infezione del virus influenzale potrebbe dipendere dal tipo di cellula.

Gli scienziati del progetto FLUPHAGY (Regulation of macroautophagy by viral pathogens), finanziato dall’UE, intendevano indagare sul modo con cui il virus influenzale incide sul meccanismo dell’autofagia e interferisce con la somministrazione e l’elaborazione di antigeni. Un lavoro precedente dei partner aveva dimostrato che la carenza di autofagia nei macrofagi e nelle cellule dendritiche conduce a una migliore presentazione di antigeni, dovuta a maggiori livelli superficiali cellulari di MHC di classe I. Inoltre, il virus dell’influenza è in grado di arrestare in vitro la fusione di autofagosomi con lisosomi. Non si conosce tuttavia il meccanismo sottostante.

Per descrivere l’associazione tra il virus influenzale e l’autofagia, i ricercatori hanno impiegato un modello murino di carenza di autofagia specificamente nelle cellule polmonari, ovvero il bersaglio primario dell’infezione del virus influenzale. Questi animali, dopo l’infezione con il virus dell’influenza, hanno presentato titoli virali superiori e una patologia aggravata. È interessante notare come tali osservazioni risultassero specifiche rispetto al sottotipo di virus.

In generale, la comprensione dell’intricata relazione tra il virus influenzale e il meccanismo della macroautofagia sarà un appoggio per la ricerca di nuovi modi per prendere a bersaglio l’infezione. Inoltre, i risultati dello studio contribuiranno a ottimizzare lo sviluppo del vaccino influenzale, al fine di aiutare pazienti colpiti da sintomi gravi, ad esempio pazienti anziani o con sistema immunitario compromesso.

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Keywords

Influenza, autofagia, cellule T, FLUPHAGY, autofagosoma