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H2020

PALMOBI — Risultato in breve

Project ID: 654927
Finanziato nell'ambito di: H2020-EU.1.3.2.
Paese: Regno Unito
Dominio: Società

Alla scoperta dei costi di opportunità delle strategie di mobilità e resilienza del Paleolitico

L’Aurignaziano e il Gravettiano sono periodi significativi del Paleolitico superiore arcaico (EUP) che riflettono cambiamenti nella tecnologia degli strumenti in pietra e nella mobilità. Il progetto PALMOBI ha combinato per la prima volta una gamma unica di metodologie per comprendere meglio tali cambiamenti.
Alla scoperta dei costi di opportunità delle strategie di mobilità e resilienza del Paleolitico
La ricerca paleolitica europea tradizionalmente si è concentrata in modo ampio sulla storia culturale e sulle traiettorie tecnologiche. Il progetto PALMOBI, finanziato dall’UE, si è proposto di offrire una valutazione delle strategie di mobilità dei cacciatori-raccoglitori e della resilienza tecnologica in risposta alla disponibilità e all’accessibilità variabili delle materie prime. Per la prima volta, i ricercatori hanno incorporato firme geochimiche misurabili delle materie prime silicee provenienti dal Belgio e dalla Romania.

PALMOBI ha riunito geochimica, petrografia, tecnologia litica, tecniche geospaziali GIS e modelli ambientali per ricostruire la mobilità e le strategie di uso del suolo durante il Paleolitico superiore arcaico (EUP), tra 36 000 e 30 000 anni fa. Il progetto ha trovato prove di un approvvigionamento e di una gestione efficaci delle risorse litiche caratterizzati da una maggiore mobilità durante il periodo gravettiano.

Metodologie all’avanguardia combinate per la prima volta

In primo luogo una migliore comprensione della mobilità preistorica si dovrebbe basare sul reperimento affidabile di materie prime in pietra (litiche), ma una sua interpretazione errata può portare a ricostruzioni comportamentali problematiche. L’identificazione si basa generalmente su una classificazione di tipo visivo che si presta a errori, quali quelli che possono verificarsi tra materie prime visivamente simili quali la pietra silicea o la selce.

Spiegando l’avvio del progetto PALMOBI, il coordinatore dott. Luc Moreau afferma: «Qualsiasi tentativo di tracciare il trasporto di materiali a lunga distanza, con importanti implicazioni per strategie di mobilità, gestione del tempo e reti sociali, deve essere rafforzato da confronti microscopici/petrografici e geochimici».

PALMOBI ha condotto indagini sulle materie prime in Romania e in Belgio, entrambi paesi ricchi di testimonianze EUP ben comprese sull’occupazione umana e sui cambiamenti ambientali. I campioni geologici raccolti durante queste indagini sono serviti da misura indiretta per il paesaggio preistorico, rispetto al quale si sono potute modellare le mutevoli strategie adattive. Come afferma il dott. Moreau, «Un confronto di queste due regioni utilizzando una combinazione di metodologie all’avanguardia in tandem con i metodi e le teorie dell’antropologia evolutiva non è mai stato tentato in precedenza».

Il gruppo di ricerca ha utilizzato l’ablazione laser-plasma accoppiato induttivamente-spettrometria di massa (LA-ICP-MS) per analisi geochimiche non distruttive di campioni archeologici e geologici, che hanno fornito in modo rapido e accurato informazioni sulla variabilità e provenienza della materia prima litica, a partire da più elementi in tracce. È stata anche intrapresa la caratterizzazione petrografica delle superfici di selce utilizzando un microscopio binoculare per valutare più in dettaglio il contesto deposizionale secondario delle rocce raccolte dai cercatori dell’EUP.

Inoltre, è stato utilizzato un GIS per fornire una modellazione multivariata del comportamento di selezione delle materie prime, distinguendo tra scelte umane e i più ampi fattori restrittivi. Come avverte il dott. Moreau, «Prima di inferire le cause sociali della variazione nel comportamento umano, è necessario innanzitutto valutare i potenziali compromessi. In PALMOBI, le variabili del terreno e delle materie prime sono la chiave per modellare i costi e il processo decisionale degli investimenti tecnologici e della mobilità per far fronte a condizioni variabili verso l’ultimo massimo glaciale dell’ultima era glaciale».

Le prove si accumulano

I risultati di PALMOBI hanno suggerito che la portata della mobilità di gruppo nelle società di cacciatori-raccoglitori dell’EUP appare effettivamente indicativa di adattamento al contesto ambientale. La frequenza della mobilità a lunga distanza è aumentata in condizioni di peggioramento del clima e di temperature sempre più fredde, quando la disponibilità e la prevedibilità delle risorse di sussistenza erano soggette a importanti fluttuazioni.

PALMOBI ha anche chiarito il motivo per cui alcune fonti di materie prime sono state utilizzate più di altre. I risultati hanno dimostrato che oltre alla qualità e all’abbondanza della materia prima, la difficoltà del terreno e i calcoli dei costi di mobilità aiutano a spiegare e prevedere variabilità nel trattamento e intensità dell’uso delle materie prime, che troviamo nella documentazione archeologica.

Come riassume il dott. Moreau, «Non solo i cacciatori-raccoglitori gravettiani hanno accettato costi più elevati per ottenere materie prime litiche quando le rocce locali si sono rivelate insoddisfacenti, ma le loro reti sociali hanno mitigato il rischio di carenza delle risorse, più che in qualsiasi periodo precedente. Contrariamente alle narrazioni comuni, forti somiglianze tecnologiche tra gli assembramenti aurignaziani e gravettiani in Romania riflettono le mutevoli strategie adattive e di mobilità e non una nuova popolazione in arrivo».

Oltre alla partecipazione a numerosi eventi di divulgazione pubblica, il lavoro del progetto sul ruolo della mobilità nella promozione del cambiamento sociale ha ispirato l’organizzazione di una conferenza internazionale che ha esplorato i processi che possono condurre una società lontano dall’egualitarismo.

Keywords

PALMOBI, Paleolitico, cacciatore-raccoglitore, mobilità, litico, geochimico, materie prime, cambiamenti climatici, preistoria, archeologia, antropologia, adattamento, resilienza, Ultima era glaciale