Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca e Sviluppo - CORDIS

H2020

OPTWET — Risultato in breve

Project ID: 660391
Finanziato nell'ambito di: H2020-EU.1.3.2.
Paese: Estonia
Dominio: Alimenti e Risorse naturali, Cambiamento climatico e Ambiente

L’identificazione di siti per zone umide contribuisce alla qualità dell’acqua

Le zone umide svolgono un ruolo fondamentale nella rimozione dei nutrienti in eccesso dai bacini idrografici a vocazione agricola, che possono avere un impatto negativo sulla qualità dell’acqua. Un progetto finanziato dall’UE ha individuato la dimensione ottimale delle zone umide e ne ha mappato la posizione all’interno delle zone agricole al fine di ridurre i livelli di nutrienti.
L’identificazione di siti per zone umide contribuisce alla qualità dell’acqua
Il progetto di Orizzonte 2020 OPTWET, finanziato dall’UE, ha sviluppato un metodo rapido per individuare le posizioni adatte per la costruzione di zone umide. Questa tecnica ha inoltre determinato l’efficacia delle zone umide nel rimuovere i nutrienti e il miglior uso della terra nei bacini idrografici a vocazione agricola al fine di ridurre i livelli di azoto e fosforo.

L’idoneità di un sito per ripristinare o creare una zone umida dipende da molti fattori, come la geologia del sottosuolo, il suolo stesso, la topografia, l’idrologia, il drenaggio e la proprietà del terreno. «Registrare e descrivere il suolo e l’idrologia di un sito spesso richiede numerose indagini sul campo costose e dispendiose in termini di tempo, perciò quest’attività si limita a zone ridotte», afferma la ricercatrice dott.ssa Evelyn Uuemaa. «Una soluzione prevede l’uso della topografia, lo studio della forma e delle caratteristiche di un paesaggio, che determina fortemente i modelli di movimento delle acque», aggiunge.

Di conseguenza i ricercatori hanno usato ortofotografie open source e dati LiDAR, disponibili gratuitamente in Nuova Zelanda, per sviluppare un metodo veloce ed efficiente volto a individuare siti adatti per le zone umide. Le ortofotografie sono foto aere geometricamente corrette in modo che la scala sia uniforme per misurare con precisione le distanze. I dati LiDAR, acquisiti grazie al telerilevamento, forniscono informazioni topografiche dettagliate illuminando l’obiettivo con luce laser pulsata e misurando gli impulsi riflessi con un sensore.

Uso di modelli

Un semplice approccio di modellizzazione dell’idoneità, che pesa le relative posizioni reciproche sulla base di criteri dati, ha contribuito a individuare la distribuzione spaziale dei siti più adatti per la creazione o il ripristino di zone umide. «Per la modellizzazione dell’idoneità, abbiamo calcolato numerose derivate a partire dal modello digitale di elevazione (la pendenza, l’indice topografico di umidità, l’accumulazione fluidale e la dimensione del corso d’acqua) e le abbiamo utilizzate per determinare l’idoneità di una zona umida», spiega la dott.ssa Uuemaa.

Poiché l’inondazione di infrastrutture come strade e aziende agricole dev’essere evitata all’interno della zona adatta, i ricercatori avevano bisogno di dati sulle infrastrutture per la zona di studio. «Abbiamo usato ortofotografie con una risoluzione di 30 cm per pixel per un’analisi più dettagliata delle informazioni sulle infrastrutture e per individuare la distribuzione spaziale dei siti più adatti alla creazione o al ripristino di una zona umida», commenta la dottoressa.

Un altro risultato importante è stato un semplice modello dinamico per stimare l’efficienza delle zone umide nella rimozione dei nutrienti da applicare alle zone umide naturali. «Il modello ha dimostrato che le zone umide da infiltrazione di dimensioni ridotte nelle sorgenti dei fiumi possono essere molto efficaci nel rimuovere i carichi di azoto», sostiene la dott.ssa Uuemaa. «È inoltre facilmente applicabile ad altre zone umide e attualmente viene utilizzato in Francia», aggiunge.

Mappatura dei risultati

Lo studio contribuisce a sensibilizzare in merito alle funzioni e al valore delle zone umide da infiltrazione pastorali di dimensioni ridotte che si trovano nelle zone di sorgente dei bacini idrografici, le quali non sono importanti solo in termini di rimozione dei nutrienti, ma anche per la biodiversità. Poiché la loro efficienza di rimozione di nutrienti per unità di superficie di terreno è elevata, gli agricoltori potrebbero essere più propensi a non drenare queste zone umide naturali e a recintarle per evitare l’accesso da parte del bestiame, che potrebbe danneggiare l’ecosistema.

OPTWET ha mostrato che l’analisi del terreno mediante l’impiego di dati topografici ad alta risoluzione può produrre mappe di idoneità per le zone umide, che possono essere utilizzate facilmente dai responsabili delle politiche e dai pianificatori per la gestione degli spartiacque. «Questa tecnica rapida rivela potenziali siti per la creazione o il ripristino di zone umide a un costo ragionevole. Con l’aiuto delle mappe che ne derivano gli amministratori possono pianificare la creazione o il ripristino di una zona umida senza dover aspettare la raccolta di dati sul campo», conclude la dott.ssa Uuemaa.

Keywords

OPTWET, zone umide, nutriente, qualità dell’acqua, bacino idrografico, ortofotografie, LiDAR