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Dai monsoni dell’Asia orientale alle correnti a getto su Giove, una nuova serie di modelli contribuisce a interpretare i sistemi climatici

Comprendere il possibile impatto del riscaldamento globale sulla circolazione su ampia scala nell’atmosfera e negli oceani è fondamentale per strategie quali la mitigazione e la preparazione. Un progetto è riuscito a elaborare un nuovo approccio per rendere la modellizzazione più solida.
Dai monsoni dell’Asia orientale alle correnti a getto su Giove, una nuova serie di modelli contribuisce a interpretare i sistemi climatici
Il clima europeo è molto complesso e, per simularlo, sono stati sviluppati modelli molto complicati. Tuttavia, questi modelli possono essere tanto difficili da comprendere quanto lo stesso clima, per cui apportano pochi vantaggi. D’altro canto, modelli molto semplici e comprensibili possono risultare irrealistici e non pertinenti rispetto al mondo reale. Per superare questo problema la soluzione consiste nel costruire una gerarchia di modelli, da semplici a complessi. Utilizzando questa gerarchia, il progetto AtmosOcean (Response of the Atmospheric and Oceanic Circulation to a Warming Climate), finanziato dall’UE, è riuscito ad acquisire una maggiore comprensione del sistema climatico, modellandolo in modo accurato.

I risultati di AtmosOcean hanno rivelato che, per quanto riguarda il riscaldamento globale, i cambiamenti di circolazione nell’atmosfera sono molto più difficili da prevedere rispetto ai cambiamenti associati alla temperatura. Come spiega il ricercatore capo del progetto, il dott. Geoffrey Vallis, «siamo estremamente certi del fatto che il pianeta si riscalderà e che ciò susciterà delle conseguenze, come lo scioglimento dei ghiacci polari. Quello che non sappiamo è quale sarà il relativo impatto sul clima e sulle condizioni atmosferiche regionali, poiché queste ultime sono legate a cambiamenti dei modelli di circolazione».

Gli strumenti giusti per un lavoro essenziale

L’elaborazione della gerarchia di modelli è stata impegnativa su vari fronti. Come afferma il dott. Vallis, ci sono state difficoltà a livello di software, perchè «sviluppare un software affidabile e solido è difficile e dispendioso in termini di tempo». Il ricercatore aggiunge che decidere il modo in cui modelli di diversa complessità potessero risultare compatibili è stato molto arduo da un punto di vista scientifico.

Il progetto ha inoltre affrontato quotidianamente ostacoli di tipo logistico e di finanziamento. «Le agenzie finanziatrici, non essendo evidenti i profitti a breve termine, sono restie a finanziare simili attività; tuttavia, i finanziamenti erano necessari per assumere i professionisti di talento incaricati di progettare il software e scoprire come rendere il tutto compatibile. Siamo stati molto grati del sostegno che abbiamo ricevuto dall’UE.»

Il progetto ha comunque superato tutti questi ostacoli e il dott. Vallis è riuscito ad assumere giovani e talentuosi scienziati che hanno reso possibile la costruzione della nuova struttura dei modelli di AtmosOcean. «Abbiamo utilizzato questa struttura per comprendere le questioni più disparate, dai monsoni dell’Asia orientale alle correnti a getto su Giove!»

Modellizzazione per altri pianeti

«Il nostro obiettivo era acquisire una migliore comprensione dell’atmosfera della Terra e della sua circolazione, di come questa circolazione possa cambiare nel futuro a causa del riscaldamento globale e di quale sia la relazione tra la circolazione dell’atmosfera terrestre e la circolazione di altre atmosfere planetarie. Sono molto lieto di poter dire che siamo riusciti a raggiungerlo», afferma il dott. Vallis.

Tuttavia, quella descritta finora era solo la prima fase di AtmosOcean. «Dovremo spingerci ben oltre nello sviluppo dei modelli e, inoltre, applicare gli strumenti da noi costruiti a nuove situazioni, quali il clima del lontano passato della Terra e le atmosfere di Venere, Giove e altri pianeti», aggiunge il ricercatore.

AtmosOcean aveva anche l’obiettivo, a livello di collaborazione, di coinvolgere altri ricercatori del settore, come quelli del centro meteorologico britannico di Exeter e di altre istituzioni in tutta Europa. Ciò è stato necessario al fine di comprendere i diversi approcci al problema e acquisire competenze dai migliori scienziati attivi in settori correlati. La rete di esperti sviluppata nel corso del progetto contribuirà a svelare altri segreti alla base dei complessi meccanismi che regolano le dinamiche atmosferiche.

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Argomenti

Life Sciences

Keywords

AtmosOcean, riscaldamento globale, atmosfera della Terra, oceano, cambiamenti climatici, mitigazione dei cambiamenti climatici