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H2020

DE-STRESS — Risultato in breve

Project ID: 704995
Finanziato nell'ambito di: H2020-EU.1.3.2.
Paese: Irlanda
Dominio: Salute

Resilienza allo stress: stato mentale o stato intestinale?

Le condizioni psicologiche indotte da stress, quali la depressione, sono i disturbi mentali più diffusi in tutto il mondo. DE-STRESS, un progetto dell’UE, ha esaminato ciò che è alla base della resilienza e della suscettibilità allo stress.
Resilienza allo stress: stato mentale o stato intestinale?
Negli ultimi trent’anni, lo stress è stato sempre più considerato come un fattore di rischio con un esito dannoso predeterminato. Lo stress induce un’intera gamma di fenotipi, con la resilienza allo stress a un’estremità dello spettro e la suscettibilità all’altra.

Il progetto DE-STRESS ha identificato possibili firme di resilienza allo stress che potrebbero costituire la base per lo sviluppo del trattamento futuro delle psicopatologie indotte dallo stress. «In particolare, ci siamo concentrati sull’impatto sui sistemi neuroendocrino e immunitario, sulla plasticità sinaptica, sull’espressione genica nel cervello e sul microbioma intestinale», spiega il dott. Anand Gururajan, il borsista delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) a capo del progetto DE-STRESS.

Topi rilassati presentano firme molecolari diverse rispetto a quelli che avvertono la pressione

I ricercatori di DE-STRESS hanno utilizzato diverse tecniche per analizzare topi che sono stati classificati come resilienti o sensibili allo stress sociale. I topi sensibili avevano una firma ormonale notevolmente diversa rispetto alle loro controparti rilassate. In particolare, presentavano livelli periferici più alti di ormone dello stress, il corticosterone (cortisolo nell’uomo), e anche ghiandole surrenali, gli organi che rilasciano il corticosterone nella periferia, più pesanti.

Inoltre, l’espressione del gene del fattore di rilascio della corticotropina (Crf) dalla corteccia prefrontale dei topi suscettibili era più alta. Tale gene media il rilascio di corticosterone. «La nostra scoperta più sorprendente è stata che la composizione del microbioma al basale sembrava co-variare con diversi risultati di risposta post-stress. Il significato di questo risultato è elevato in quanto l’analisi del microbioma al basale potrebbe prevedere come un organismo risponderà allo stress», sottolinea il dott. Gururajan.

Ostacoli di ricerca e loro soluzioni

L’analisi dei dati è stata ritardata e ha dovuto essere ripetuta a causa della lunga procedura di gara dell’istituzione ospitante. «Per uno dei nostri pacchetti di lavoro, abbiamo deciso di utilizzare la più recente tecnologia di modifica dei geni, la CRISPR. L’allevamento di topi CRISPR in numero sufficiente prima che poi potessero essere utilizzati a fini sperimentali si è dimostrato dispendioso in termini di tempo», spiega il dott. Gururajan. C’è stato anche un significativo ritardo nell’ottenere i virus necessari per modificare il gene Crf in vivo.

Fortunatamente, la pianificazione del progetto aveva incluso una riserva di tempo in cui il dott. Gururajan ha analizzato i dati di pacchetti precedenti, ha scritto manoscritti e preparato presentazioni importanti per conferenze.

Riduzione dello stress pianificata con il microbioma

I risultati di DE-STRESS indicano che il trattamento delle psicopatologie indotte dallo stress o l’induzione di resilienza allo stress attraverso il microbioma intestinale è un approccio eccitante e pratico.

Una delle principali indagini di approfondimento è stata quella di identificare formulazioni psicobiotiche specifiche che sono utili in questo contesto. «Tutto questo», sottolinea il dott. Gururajan, «potrebbe portare a promettenti opportunità di collaborazione e commercializzazione con i partner industriali».

Dalla prospettiva di borsista MSCA, conclude: «Sono stato in grado di portare avanti questo progetto di ricerca di grande attualità e generare dati per un massimo di tre documenti di ricerca originali. La borsa di ricerca mi ha permesso di partecipare a diverse conferenze in Europa e negli Stati Uniti e di ottenere finanziamenti come ricercatore all’Università di Sydney, in Australia. Ulteriori finanziamenti dell’UE per questo programma in particolare migliorerebbero la vita degli individui in stato di depressione in tutto il mondo».

Keywords

DE-STRESS, microbioma, resilienza, corticosterone, depressione, suscettibilità, Crf, fattore di rilascio della corticotropina, ghiandola surrenale