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FP6

MEMORIES — Risultato in breve

Project ID: 37831
Finanziato nell'ambito di: FP6-LIFESCIHEALTH
Paese: Italia

Modelli murini aiutano a indagare la malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer (AD) è un disturbo neurologico che colpisce un numero significativo della popolazione anziana. Uno studio europeo ha sviluppato modelli murini pre-clinici per cercare di svelare i meccanismi molecolari alla base della malattia.
Modelli murini aiutano a indagare la malattia di Alzheimer
L'AD, un disturbo degenerativo, è caratterizzata da una progressiva perdita della cognizione e della memoria a breve termine che colpisce principalmente il prosencefalo basale, la struttura del cervello che è associata con la produzione di acetilcolina. L'acetilcolina determina la capacità del cervello di trasmettere informazioni ad altre parti del cervello ed è responsabile della plasticità e dell'apprendimento.

La degenerazione complessa dell'AD ha innescato ricerche approfondite sulla patogenesi della malattia. Prove recenti suggeriscono che l'AD può essere collegata a una segnalazione e trattamento sbilanciati del fattore di crescita nervoso (NGF).

Il progetto Memories ("Development, characterisation and validation of new and original models for Alzheimer's disease"), finanziato dall'UE, ha sviluppato nuovi modelli murini per esplorare il coinvolgimento del percorso NGF nell'AD. Questi modelli preclinici hanno espresso anticorpi specifici contro i recettori neuronali o fattori di crescita, e sono stati incrociati con un modello murino di Alzheimer sporadica (AD11 anti-NGF). La prole aveva AD e presentava un'assenza di uno di questi recettori o fattori di crescita. Per studiare come queste molecole erano coinvolte nell'AD, gli scienziati hanno esaminato la neuroanatomia e hanno analizzato il comportamento dei topi incrociati.

In generale, il progetto Memories ha fornito nuove conoscenze sulle vie di segnalazione che sono alla base dell'insorgenza della neurodegenerazione dell'AD. I modelli murini preclinici creati durante Memories saranno utili per la progettazione di nuovi strumenti terapeutici per migliorare i sintomi dell'AD. Infine, si prevede che i risultati finali del progetto aumenteranno la competitività della ricerca europea nella lotta contro l'AD.

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