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Impatto delle neurotossine sul cervello non completamente formato

Il cervello di un feto e di un bambino in crescita subisce cambiamenti radicali durante lo sviluppo. La ricerca europea ha sviluppato modelli e linee guida per misurare l'impatto delle neurotossine su questo organo sensibile.
Impatto delle neurotossine sul cervello non completamente formato
La presenza di sostanze neurotossiche negli alimenti non è preoccupante soltanto per l'individuo che consuma il cibo, ma anche per lo sviluppo del feto nell'utero e l'esposizione del bambino attraverso il latte materno. Lo sviluppo del sistema nervoso è particolarmente sensibile agli effetti delle neurotossine.

L'UE ha finanziato il progetto Devnertox finalizzato a determinare il meccanismo di azione degli inquinanti persistenti, come il metilmercurio (MeHg) e i bifenili policlorurati (PCB). Inoltre, vi sono poche informazioni sugli effetti sinergici di una o più tossine.

La valutazione del rischio e gli studi di neurotossicità sono difficili da analizzare a causa della complessità del sistema nervoso e dei molteplici effetti dell'esposizione che creano inoltre ulteriori problemi. Gli scienziati del progetto Devnertox si sono quindi concentrati sulla generazione di modelli sperimentali ottimizzati per studiare gli effetti del MeHg e dei PCB, uno non diossina-simile e uno diossina-simile, per superare tali limitazioni.

Al fine di superare la complessità intrinseca delle cellule nervose sono state studiate in vitro delle cellule staminali neurali. Inoltre, le cellule neurali esposte alle tossine possono subire vari tipi di morte cellulare e può esservi una diafonia tra i vari percorsi di morte.

Per gli studi in vivo, è stata scelta l'analisi del comportamento per la rivelazione di sottili modifiche e lo studio dello stesso animale a diversi stadi di sviluppo. È stato scoperto che l'apprendimento e la memoria risultano essere compromessi sia nei ratti che nei topi, giungendo allo stesso esito mediante test multipli. L'esposizione al MeHg non solo influisce sulla funzione cognitiva, ma anche sul comportamento guidato dalla motivazione. Effetti neurologici sono risultati da cambiamenti chimici, ormonali e comportamentali, a volte con differenze di specie.

Il progetto Devnertox ha scoperto che in generale i test in vitro hanno fornito un paragone pertinente nei confronti di studi condotti su animali da esperimento. La gamma di modelli ben caratterizzati utilizzati nel progetto ha fornito una migliore valutazione delle neurotossine potenziali.

Le scoperte ottenute dai risultati suggeriscono l'importanza della misurazione dei livelli attuali di tossine nei tessuti e nelle cellule, nonché la possibile variazione dei livelli cellulari a seconda del tipo. Il progetto Devnertox ha inoltre consigliato un approccio al biomonitoraggio attraverso l'utilizzo di biomarcatori rilevanti per la valutazione del rischio degli effetti sullo sviluppo neurologico e del margine di esposizione da alimenti e altre fonti.

Gli studi futuri suggeriti includono la questione delle esposizioni combinate o complesse. Sottolineano inoltre l'utilità di creare un quadro in cui i dati umani e animali possano essere integrati per una valutazione meno onerosa degli effetti delle esposizioni multiple verso concentrazioni al di sotto della soglia.

Il progetto Devnertox ha perfezionato e migliorato la valutazione degli effetti delle neurotossine sullo sviluppo dei mammiferi. Il progetto ha altresì fornito una strategia per definire delle linee guida per i limiti di esposizione, in particolare in gruppi sensibili come i bambini.

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