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Nasce il giardinaggio dei coralli

Nell'ambito di un progetto europeo sono state sviluppate nuove tecniche per il recupero delle barriere coralline danneggiate di tutto il mondo.
Nasce il giardinaggio dei coralli
Le barriere coralline sono uno degli ecosistemi più diversificati presenti sulla Terra. Sebbene occupino una piccolissima percentuale di superficie oceanica, meno dell'1 %, esse rappresentano un habitat per circa il 25 % delle specie marine.

Le attività dell'uomo continuano, direttamente e indirettamente, ad avere gravi ripercussioni su questi ambienti, causando il degrado delle barriere coralline. La pesca, le attività turistiche, il riscaldamento globale, l'aumento delle radiazioni ultraviolette causato dalla riduzione dell'ozono e dall'aumento dell'anidride carbonica (CO2), sono tutti fattori che contribuiscono alla distruzione massiccia delle barriere coralline.

Il recupero delle barriere coralline si basa normalmente sul trapianto diretto dei coralli. Tuttavia, gli esperti di un'iniziativa europea hanno promosso l'implementazione di altri metodi di sostituzione di ampie distese di coralli danneggiati. I fautori del progetto Reefres ("Developing ubiquitous restoration practices for Indo-Pacific reefs") si sono prefissati l'obiettivo generale di creare veri e propri vivai di coralli subacquei adattati a varie aree Indo-Pacifiche.

Gli scienziati dell'iniziativa Reefres hanno analizzato alcuni metodi per il "giardinaggio" dei coralli. Le tecniche si basano sulla maricoltura di diverse dimensioni di "tagli" di coralli. In particolare, è stato studiato lo sviluppo di protocolli per l'utilizzo di microframmenti, fino alle dimensioni di alcuni polipi e uova (coralli piccoli).

Sono stati inoltre analizzati metodi di recupero delle barriere coralline basati su strutture tridimensionali (3D) in nuove colonie. I ricercatori hanno confrontato i metodi per l'avvio e la valutazione del recupero delle barriere coralline.

In un arco temporale di tre anni, il progresso dei rami dei coralli trapiantati è stato contrapposto a strumenti alternativi, tra cui l'utilizzo di microframmenti o di substrati di materiale roccioso stabilizzante con reti fibrose, in grado di incoraggiare il reclutamento dei coralli. Il team ha altresì analizzato la capacità di varie specie selvagge di coralli di offrire piccoli segmenti di colonie per il recupero di vaste aree.

Sono stati esaminati i fattori ambientali, tra cui la risposta alla luce, la qualità dell'acqua, la temperatura e l'alimentazione, che hanno promosso la manutenzione dei microframmenti e delle uova. È stata analizzata l'efficacia del reclutamento larvale sui substrati naturali e artificiali, nonché l'architettura della ramificazione, probabilmente uno dei fattori più importanti nel recupero delle barriere coralline.

I dettagli relativi alle tecniche di recupero delle barriere coralline sono stati divulgati in tutto il mondo mediante pubblicazioni, progetti e conferenze. In particolare, l'iniziativa Reefres ha visto la partecipazione dei partner asiatici, in quanto le regioni Indo-Pacifiche dei coralli rappresentavano un obiettivo specifico del progetto.

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