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Chiave di risposta immunitaria naturale ai nuovi vaccini

La ricerca europea ha applicato i recenti progressi straordinari ottenuti nel sequenziamento genetico, nell'analisi della resa dei saggi analitici e dei microarray di proteine per la scoperta di nuovi metodi di protezione contro gli agenti patogeni più comuni.
Chiave di risposta immunitaria naturale ai nuovi vaccini
I passi da gigante compiuti nel campo della genomica sono in procinto di spingere la lotta contro le malattie umane, come la malaria, ad un livello in precedenza ritenuto impossibile. Come parte di questo movimento, il progetto Microbearray finanziato dall'UE ha indirizzato le proprie risorse verso l'identificazione di proteine di superficie, proteine secrete ed endotossine a partire da una selezione di agenti patogeni clinicamente importanti.

I ricercatori del progetto Microbearray hanno raccolto un repertorio di proteine per la produzione di vetrini contenenti array di proteine ricombinanti di origine microbica, tra cui le specie di coronavirus, tre batteri responsabili della polmonite (incluso il batterio responsabile della malattia del legionario) e l'agente della malaria Plasmodium falciparum (P. falciparum).

Il passo successivo è stato il confronto e la valutazione degli array di proteine microbiche con proteine da siero di individui precedentemente esposti alle malattie in questione. In questo modo, gli scienziati del progetto hanno inteso identificare marcatori diagnostici e proteine ricombinanti adatti per lo sviluppo di vaccini.

Accanto a questo ambizioso obiettivo, il team ha sviluppato una piattaforma tecnologica per massimizzare l'utilizzo potenziale dei microarray. Il kit complessivo ha incluso un lettore di microarray, la produzione di proteine a resa elevata e strumenti di cattura e sintesi delle proteine, oltre che il software di base.

Per quanto riguarda la malaria sono stati analizzati circa 200 profili anticorpali di bambini che mostravano diversi livelli di immunità. Sulla base di un antigene ricombinante 18 che ha mostrato di essere il più promettente, gli scienziati hanno scoperto una variazione senza precedenti nella reazione di singoli anticorpi agli antigeni della malaria.

I risultati del progetto suggeriscono che l'immunità alla malaria è subordinata al riconoscimento di molteplici anticorpi, anziché di singoli antigeni. Sostenuta dalle conquiste tecnologiche del progetto Microbearray, l'analisi di centinaia di combinazioni della risposta antigene-anticorpo dovrebbe identificare le combinazioni specifiche che conferiscono un'immunità protettiva.

La definizione del profilo sierologico rispetto ai profili degli antigeni microbici può essere applicata, oltre che al parassita malarico, a qualsiasi agente patogeno con una sequenza genomica completa. Inoltre, gli sviluppi del progetto Microbearray promettono di abbassare il prezzo della tecnologia microarray aumentandone la disponibilità alle piccole imprese commerciali.

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