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Nuove prospettive per un vaccino contro la tripanosomiasi

Il sostentamento degli allevatori africani è costantemente minacciato da una malattia devastante, la tripanosomiasi animale africana (AAT). Un progetto europeo ha consentito di ottenere importanti progressi verso lo sviluppo di un vaccino efficace e sostenibile.
Nuove prospettive per un vaccino contro la tripanosomiasi
L'AAT, chiamata anche "nagana", provoca gravi perdite negli allevamenti di animali, perché è causa di anemia, debilitazione e deperimento. Questa malattia veterinaria è diffusa soprattutto nelle zone dell'Africa in cui prospera l'insetto che ne è portatore, la mosca tse-tse.

Il progetto TRYPADVAC2 ("Development of an "anti-disease" vaccine and diagnostic tests for African trypanosomosis"), finanziato dall'Europa, ha proseguito un precedente lavoro dedicato allo sviluppo di un vaccino preventivo. Oltre a studiare misure profilattiche, l'iniziativa aveva anche l'obiettivo di individuare metodi per giungere a diagnosi accurate.

Grazie allo sviluppo di strategie di immunizzazione contro i fattori patogeni, l'iniziativa TRYPADVAC2 ha adottato un approccio finalizzato allo studio di un vaccino contro la malattia. Il team è partito da un lavoro svolto in precedenza, che aveva esaminato la congopaina, una proteasi cisteina immunosoppressiva del Tripanosoma congolese, per concentrarsi poi sullo screening e sulla caratterizzazione di altre molecole patogene, in particolare quelle che provocano anemia e che sono portatrici di disturbi del metabolismo del grasso e dell'energia, applicando tecniche di genomica e di proteomica per approfondire i percorsi patogeni dei parassiti.

TRYPADVAC2 ha utilizzato gli studi sulla cristallizzazione per determinare la struttura tridimensionale della congopaina come base per la ricerca sul vaccino e ha identificato altre molecole che presentavano potenzialità interessanti dal punto di vista terapeutico e diagnostico, tra cui geni che codificano la catepsina B, metacaspasi di piante, funghi e protozoi ma non dei mammiferi, inibitori naturali delle proteasi tripanosomiale.

I test per il rilevamento di anticorpi e antigeni basati sulle molecole identificate in precedenza e su alcune nuove scoperte riguardanti quattro specie di Tripanosoma e diversi mammiferi portatori si sono rivelati particolarmente utili, poiché hanno permesso di identificare diciannove antigeni ricombinanti e tre nativi, isolati da infezioni naturali e sperimentali. Dal punto di vista diagnostico, lo studio ha testato un gran numero di antigeni. Uno di essi, la catepsina B, ha dato risultati molto promettenti per un test del T. congolense, la causa principale di nagana negli animali di allevamento.

il progetto TRYPADVAC2 ha prodotto quasi 20 pubblicazioni scientifiche sulla tripanosomiasi e altri documenti sono in preparazione. Gli scienziati del consorzio hanno identificato molti altri elementi di base, fondamentali per riuscire a creare la struttura di ricerca per sviluppare un vaccino contro questa terribile malattia degli allevamenti africani.

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