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Terapia del dolore mirata

Il dolore è ampiamente mediato dai recettori delle proteine sulle superfici cellulari. L'UE e gli Stati Uniti hanno collaborato per studiare in dettaglio la struttura di un recettore del dolore per una terapia del dolore mirata.
Terapia del dolore mirata
Le cellule sono come piccoli palloncini pieni d'acqua, con una membrana fosfolipidica bistratificata che separa il fluido intracellulare da quello extracellulare. La situazione è dinamica, in parte grazie alle proteine che attraversano la membrana e creano minuscoli canali che si aprono o si chiudono in risposta a determinati stimoli. Ciò permette agli ioni di diffondere il proprio gradiente di concentrazione da aree a maggior concentrazione ad aree a minore concentrazione, producendo segnali importanti per le funzioni biologiche.

Un gruppo di tali proteine è la famiglia dei recettori-canali TRP, alcuni membri della quale svolgono probabilmente un ruolo nella sensazione di dolore. Particolarmente interessante è la struttura tridimensionale (3D) di TRPV2, un recettore del dolore (nocicettore). TRPV2 risponde alla pressione, al calore nocivo e a un composto presente nella cannabis (cannabidiolo), e potrebbe essere un'importante via per nuovi trattamenti contro il dolore acuto e cronico.

Il progetto PAIN_TRPV2, finanziato dall'UE, è un progetto IOF Marie Curie per la caratterizzazione della struttura di TRPV2 tramite la sofisticata tecnica della microscopia crioelettronica per l'analisi a singola particella. L'esperto ricercatore europeo Dr Alex Perálvarez-Marín ha unito le sue forze a quelle del laboratorio del Dr Montserrat Samsó negli Stati Uniti. Ciò ha permesso il trasferimento di conoscenze e competenze dall'istituto ospitante negli Stati Uniti all'istituto di origine in Spagna.

Il Dr Perálvarez-Marín ha ricevuto una formazione in settori multidisciplinari, incluse le neuroscienze, la biologia strutturale, le metodologie computazionali e la biotecnologia. Collaborando il team ha fatto progressi fondamentali nell'espressione e nella purificazione delle proteine di membrana negli eucarioti, per una conseguente caratterizzazione strutturale a tutti i livelli di risoluzione. Tali strumenti sono indispensabili per la progettazione consapevole di farmaci contro malattie associate alla disfunzione dei recettori, dei canali e dei trasportatori proteici. I trasportatori muovono attivamente sostanze dentro e fuori dalla cellula in senso contrario rispetto ai loro gradienti di concentrazione.

Il progetto ha così fornito l'opportunità di riportare in Europa importanti competenze in biologia strutturale per rafforzare il programma presso il Centre d'Estudis en Biofísica, recentemente istituito nel Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare all'Universitat Autònoma de Barcelona.

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