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Il ruolo dei funghi nell'accumulo di carbonio nel suolo

Uno dei principali determinanti del cambiamento climatico è la velocità di accumulo del carbonio (C) nei suoli, unita alla volontà dei terreni di passare da uno stato di pozzo di assorbimento del carbonio a fonte di carbonio. Nuove ricerche hanno fatto luce sul ruolo di alcuni funghi nella decomposizione della materia organica nel carbonio nel suolo.
Il ruolo dei funghi nell'accumulo di carbonio nel suolo
Alcune delle specie endemiche nel Parco nazionale Tongarino in Nuova Zelanda sono sopraffatte dalla pianta di importazione europea, chiamata "Calluna vulgaris", meglio nota con il nome di erica. La pianta ospita funghi micorriza, famosi per il fatto di rivestire un ruolo importante nella decomposizione della materia organica nel suolo e di contribuire, in tal modo, all'accumulo di carbonio nel terreno.

Il progetto ERICARB ("Does plant C regulate the decomposition of soil organic matter by ericoid mycorrhizal fungi?"), finanziato dall'UE, ha analizzato il ruolo di questi funghi nell'ecologia di invasione. Nello specifico, l'iniziativa punta a caratterizzare la risposta di simili funghi nativi all'invasione dell'erica e a valutare l'impatto di queste sostanze sulla decomposizione della materia organica nel suolo. I ricercatori desideravano inoltre valutare i fattori viventi e non viventi alla base dei cambiamenti relativi alla decomposizione.

I membri del progetto hanno raccolto sistemi radicolari di specie native e invasive in un'ampia area geografica, utilizzando l'analisi del DNA allo scopo di identificare specie fungine peculiari. Il lavoro ha fornito la prima descrizione di specifiche comunità di funghi in Nuova Zelanda.

Gli esperti hanno inoltre creato un sistema finalizzato all'analisi del rilascio di biossido di carbonio (CO2) del suolo nell'atmosfera, che ha consentito di studiare il rapporto tra il tipo di pianta o di fungo ospite e la decomposizione del carbonio nel terreno. È stato scoperto che la disponibilità dei nutrienti e di carbonio nelle piante rappresentava il fattore propulsivo della decomposizione della materia organica nel suolo. Inoltre, dal progetto è emerso che l'invasione di erica potrebbe determinare cambiamenti nei microbi nativi del suolo e/o delle proprietà chimiche.

I ricercatori prevedono che i dati ottenuti consentiranno di migliorare i modelli del ciclo del carbonio nel suolo in ecosistemi quali le foreste di conifere nelle zone temperate e boreali, nonché le torbiere. Gli esperti sperano inoltre che altri scienziati e ambientalisti decidano di utilizzare le informazioni ai fini del controllo di specie invasive e dei relativi simbionti.

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