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L'origine del colore nel vetro romano

L'analisi chimica di antichi artefatti non si limita a fornire un'ampia gamma di informazioni ma offre anche la possibilità di comprendere meglio la composizione elementare di queste sostanze. Gli scienziati hanno analizzato l'antico vetro romano per farsi un'idea dei coloranti e dei decoloranti, degli scambi commerciali e persino delle abitudini di riciclaggio di quel periodo.
L'origine del colore nel vetro romano
I siti produttivi e le rotte commerciali associati al vetro romano sono stati al centro della scena nell'ultimo decennio. La maggior parte degli studi è stata incentrata sulla provenienza (origine o fonte) della sabbia, degli stabilizzatori e del flusso utilizzato nella loro produzione. Gli scienziati impegnati nell'ambito dell'iniziativa ISOGLASS, finanziata dall'UE, hanno studiato l'argomento dei coloranti e dei decoloranti finora affrontato solo di rado. Relativamente a tale aspetto, è stata analizzata la composizione elementare e isotopica dei campioni di rame (un colorante) e di antimonio (Sb) (un decolorante) allo scopo di ricavare informazioni utili sui commerci e sui trasporti.

Gli sperimentatori si sono serviti dell'analisi isotopica (determinazione dell'abbondanza relativa dei vari isotopi di un elemento bersaglio) per comprendere meglio la cronologia, le tecniche e le attività di estrazione mineraria del tempo e persino le rotte commerciali esistenti in passato. Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori hanno creato procedure di digestione dei campioni e protocolli di isolamento finalizzati al recupero degli elementi scelti sia per il minerale di antimonio utilizzato nella produzione del vetro, sia per il vetro antico stesso. Sono state quindi condotte analisi isotopiche finalizzate alla determinazione delle quantità dei vari isotopi di ciascun elemento oggetto di interesse.

Le principali informazioni sono state ricavate soprattutto dai risultati relativi al rapporto degli isotopi di antimonio. Dalle scoperte è emerso che, sebbene il primo vetro romano presentasse una maggiore variabilità in termini di rapporti di isotopi, la portata di tale variazione risultava essere contenuta. I risultati si riferiscono a un numero relativamente ridotto di fonti di minerali di antimonio per la produzione di vetro nell'antichità. I valori intermedi implicherebbero il riciclaggio del vetro, che rappresentava una pratica comune nell'antica Roma.

L'iniziativa ISOGLASS ha contribuito a una migliore comprensione dell'origine e della produzione del vetro nell'antica Roma, che costituisce una parte importante del patrimonio storico-culturale europeo. I metodi sviluppati nell'ambito del progetto possono inoltre essere applicati a numerosi altri campi, tra cui lo studio di altri artefatti e la diagnosi di malattie che colpiscono il metabolismo degli elementi minerali.

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