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Apoptosi e infezione da HSV-2

Alcuni ricercatori europei hanno studiato il ruolo dell'apoptosi successiva all'infezione del virus dell'herpes simplex di tipo 2 (HSV-2). Concentrandosi sulla risposta infiammatoria allo stadio iniziale dell'infezione e l'ulteriore reclutamento di cellule immunocompetenti, intendevano giungere a una conoscenza più approfondita degli eventi che seguono l'infezione da HSV-2.
Apoptosi e infezione da HSV-2
La prevalenza di infezioni da HSV-2 è estremamente elevata, con valori che spaziano dal 10 al 60 %. La natura latente del virus implica che possano verificarsi infezioni ricorrenti, con conseguenti effetti sull'integrità e sul funzionamento della mucosa vaginale, nonché con conseguente aumento del rischio di trasmissione dell'HIV.

Una delle modalità adottate dal nostro sistema immunitario per affrontare le infezioni consiste nell'induzione dell'apoptosi delle cellule infette, utilizzando recettori di morte della superficie cellulare, ad esempio la proteina Fas (Apo-1, CD95) e il suo ligando FasL (CD178). Un numero sempre maggiore di prove indica che Fas media altri processi oltre l'apoptosi, tra cui la proliferazione, l'angiogenesi, la fibrosi e l'infiammazione.

Su tali premesse, è stato avviato il progetto FASVAG/HSV-2 ("The role of Fas/FasL in maintenance of vaginal epithelium integrity during HSV-2 infection"), finanziato dall'UE, con lo scopo di indagare più a fondo. I ricercatori del progetto hanno adottato un approccio sperimentale, infettando topi privi del recettore Fas e FasL con HSV-2.

Un esame attento dell'epitelio vaginale degli animali infettati ha evidenziato un minore rilascio di citochine pro-infiammatorie e chemiochine da parte dei monociti ospiti, nonché un'infiltrazione ridotta da parte degli immunociti. Tale situazione suggerisce chiaramente che l'asse Fas/FasL è implicato nelle secrezioni locali di citochine e chemiochine dopo l'infezione da HSV-2, che influenza ulteriormente la migrazione e il ricambio degli immunociti.

Inoltre, rispetto ai topi di tipo selvatico, i topi knockout Fas/FasL hanno presentato una mobilitazione inefficiente di cellule natural killer (NK) e cellule CD8+, in concomitanza con elevati titoli virali e un ritardo nella rimozione del virus dal tessuto vaginale. Tali esiti sottolineano l'importanza della via Fas/FasL per aumentare risposte immunitarie efficienti contro l'HSV-2.

Oltre a fornire nuove nozioni più approfondite sul meccanismo dell'infezione da HSV-2, i risultati dello studio FASVAG/HSV-2 hanno anche una valenza clinica. La modulazione dell'espressione Fas/FasL potrebbe essere sfruttata per sviluppare efficaci microbicidi vaginali contro l'HSV-2.

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