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Un imaging più accurato della neuroinfiammazione

I pazienti affetti da malattie neurodegenerative (MN) come l’Alzheimer e la sclerosi multipla presentano disabilità cognitive devastanti. Grazie allo sviluppo di nuovi biomarcatori e strumenti di imaging, un grande consorzio europeo ha migliorato la diagnosi e l’esito dei trattamenti per questi pazienti.
Un imaging più accurato della neuroinfiammazione
Una caratteristica comune delle MN è la deposizione di aggregati proteici extracellulari o intracellulari, che attivano la microglia – le cellule immunitarie del sistema nervoso centrale. Le cellule della microglia sono responsabili della neurotossicità mediata da infiammazione o della riparazione neurorigenerativa, a seconda della fase della malattia e del fenotipo cellulare (M1 o M2). La microglia serve anche da marcatore per l’insorgenza delle malattie e la loro progressione.

Il progetto INMIND, finanziato dall’UE, ha studiato il meccanismo dinamico dell’attivazione della microglia e il suo rapporto con la neuroinfiammazione (NI) nelle MN. Ha sviluppato nuovi modelli animali e biomarcatori dell’imaging per accedere all’attività della microglia in vivo, i quali sono stati usati per accedere allo stadio di malattia e convalidare l’esito delle strategie neuroprotettive. Sono anche state studiate le manipolazioni farmacologiche per determinare il coinvolgimento del genere nelle NI e MN, per esempio.

IMMIND ha sintetizzato, ottimizzato e verificato strumenti di imaging non invasivo, tra cui una vasta gamma di nuovi radiotraccianti per la visualizzazione delle NI tramite tomografia a emissione di positroni (PET) e di sonde altamente sensibili e nanometriche per la visualizzazione tramite risonanza magnetica per immagini (RMI) e tecnologie ottiche.

Gli agenti RM sviluppati hanno consentito la visualizzazione di cellule immuni circolanti, marcatori dell’infiammazione intravascolare e bersagli intracerebrali con potenziale di rilevamento tramite dual PET e RMI.

Sono stati condotti studi di imaging multimodali includenti PET, RMI e imaging ottico in una gamma di modelli di malattia clinica e preclinica, per valutare la dinamica dell’attivazione della microglia e la relativa NI e neurorigenerazione. Le immagini NI sono state correlate con risultati istopatologici e con altre caratteristiche specifiche della malattia, come l’amiloidosi, l’astrogliosi, la permeabilità della barriera ematoencefalica, la densità e la connettività cellulare. Sono state svolte valutazioni estese su traccianti PET durante i test di imaging.

Sono state avviate strategie neuroprotettive e neurorigenerative in modelli animali, in vista di una sperimentazione clinica. La nuova strategia neuroprotettiva si basa sull’inibizione del fattore di necrosi tumorale (tumour necrosis factor, TNF) alfa, che secondo il team dovrebbe avere un effetto protettivo sui pazienti con deterioramento cognitivo lieve.

Per l’analisi dei dati ottimale e uniforme negli studi di imaging, il progetto INMIND ha standardizzato le procedure per i metodi analitici PET quantitativi, nonché modelli della cinetica dei traccianti. Un database europeo per un tracciante specifico è stato completato di dati su volontari sani.

La ricerca futura sui pazienti ND potrebbe trarre grande vantaggio dagli strumenti sviluppati nell’ambito del progetto. Il consorzio INMIND svolgerà un ruolo importantissimo nello Spazio europeo della ricerca e potrebbe diventare leader europeo nella creazione di nuove terapie per le MN basate sull’imaging.

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Argomenti

Life Sciences

Keywords

Imaging, neuroinfiammazione, malattia neurodegenerativa, microglia, INMIND