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La perturbazione dell'omeostasi lipidica porta all'obesità

Vista la crescente diffusione dell'obesità nei paesi industrializzati, la ricerca ha intensificato gli sforzi per cercare di comprendere l'eziologia della malattia e sviluppare interventi terapeutici. I ricercatori europei hanno scoperto che il sistema di trasporto delle lipoproteine è un modulatore fondamentale dei processi associati a obesità, diabete e sindrome metabolica.
La perturbazione dell'omeostasi lipidica porta all'obesità
Il nostro corpo trasporta i lipidi presenti nella dieta dall'intestino agli altri tessuti sotto forma di particelle di lipoproteine chiamate chilomicroni. Le apolipoproteine fanno parte integrante delle strutture dei chilomicroni che svolgono un ruolo significativo nell'omeostasi dei lipidi.

Gli scienziati del progetto METABOLICSYNDROME ("Role of the chylomicron and HDL pathways in the development of obesity and insulin resistance"), finanziato dall'UE, hanno lavorato all'ipotesi che i componenti del sistema di delivery delle lipoproteine possano promuovere lo sviluppo dell'obesità e la resistenza all'insulina, mentre i componenti che promuovono il trasporto inverso dei lipidi possano svolgere un ruolo di prevenzione di queste condizioni. In questo contesto, hanno deciso di approfondire il ruolo dei chilomicroni e dei percorsi delle lipoproteine ad alta densità (HDL) nello sviluppo dell'obesità e della resistenza all'insulina.

I ricercatori hanno esaminato l'impatto delle apolipoproteine e dell'espressione dell'enzima modificante le lipoproteine sull'obesità in animali transgenici e knockout. L'apolipoproteina E (apoE) e il recettore delle lipoproteine a bassa densità (LDLr) sono due proteine chiave responsabili della clearance dei chilomicroni nel plasma e del metabolismo corretto dei lipidi presenti nella dieta nella circolazione. I ratti mancanti di apoE erano resistenti all'obesità, all'iperglicemia e alla resistenza all'insulina indotte dalla dieta, un'indicazione del ruolo di questa proteina nello sviluppo dell'obesità. L'apoE, inoltre, è risultata uno dei principali contributi periferici all'omeostasi epatica dei lipidi e allo sviluppo della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) indotta dalla dieta.

Per quanto riguarda la sindrome metabolica, i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione sulle proteine chiave responsabili della sintesi dell'HDL nel plasma. Gli studi sugli animali hanno portato alla conclusione che il percorso metabolico dell'HDL rappresenti un contributo fondamentale alla deposizione dei trigliceridi derivanti dalla dieta nel fegato. Questo, a sua volta, può portare allo sviluppo della NAFLD e di altre disfunzioni metaboliche correlate, associate alla sindrome metabolica.

Queste osservazioni sono estremamente significative, perché estendono il ruolo dell'HDL al di là dell'aterosclerosi, implicandolo anche nello sviluppo della NAFLD. Allo stesso tempo, i risultati dello studio METABOLICSYNDROME suggeriscono che gli "stimoli periferici", come i componenti della proteina HDL, esercitano un effetto di modulazione sulla deposizione dei grassi di origine alimentare, portando probabilmente all'insorgenza dell'obesità e delle disfunzioni metaboliche correlate.

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