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Determinanti di innovazione e indicatori di innovazione alternativi

La Commissione europea, DG XII, ha recentemente pubblicato uno studio volto a convalidare i nuovi indicatori di innovazione contro gli indicatori affermati, al fine di migliorare la valutazione metodologica dei programmi di scienza e tecnologia in generale e di contribuire all...
La Commissione europea, DG XII, ha recentemente pubblicato uno studio volto a convalidare i nuovi indicatori di innovazione contro gli indicatori affermati, al fine di migliorare la valutazione metodologica dei programmi di scienza e tecnologia in generale e di contribuire alla Seconda relazione europea sugli indicatori scientifici e tecnologici, pubblicata nel marzo 1998 (cfr. RTD-News, RCN 9978).

La relazione prende come punto di partenza una discussione di esperti sugli indicatori di innovazione e la scelta di indicatori alternativi. Il compendio identifica i punti deboli ed i punti forza dei diversi indicatori alternativi al momento disponibili, quali R&S, numero di scienziati ed ingegneri, spese complessive per l'innovazione, brevetti e dati di citazione di brevetti, nonché dati su nuovi prodotti.

La seconda parte della relazione presenta un'analisi micro-econometrica di tre indicatori alternativi dei risultati di innovazione, recentemente sviluppati, si tratta di:

- vendite di prodotti "nuovi per l'azienda";
- vendita di prodotti "nuovi per il settore";
- annuncio di nuovi prodotti in riviste specialistiche commerciali.

Tali nuovi indicatori vengono confrontati con gli indicatori attualmente in uso - R&S e brevetti - e quindi i modelli TOBIT e Count Data vengono valutati prefiggendosi di identificare un numero di variabili che hanno un impatto sull'obiettivo dell'azienda relativo all'innovazione. I fattori che, secondo tali indicatori, favoriscono l'innovazione comprendono la crescita della domanda, la posizione regionale e lo sforzo in R&S. I fattori quali la concentrazione del mercato, il trasferimento di tecnologia e la collaborazione in R&S sembrano avere un impatto minore sul prodotto dell'innovazione per tutte e tre le definizioni. La relazione conclude anche che è più probabile che siano le aziende più grandi ad innovarsi e non quelle piccole, ma, allo stesso tempo, l'innovazione in quelle piccole è più intensa.