Appianare le grinze nei trattamenti per l'invecchiamento
Molte malattie associate all'invecchiamento implicano la disorganizzazione dei tessuti, accompagnata da perdita di elasticità dei tessuti, nonché una serie di conseguenze fisiologiche, meccaniche e sociali. Le altre disfunzioni correlate comprendono implicazioni per la respirazione, la regolazione della pressione differenziale e, di conseguenza, il funzionamento del cuore, l'arteriosclerosi, l'ipertensione e il glaucoma. Il progetto Elast-age ("Targeting the elastic tissues ageing to improve the quality of ageing") ha studiato l'invecchiamento del tessuto elastico, per favorire gli sforzi finalizzati ad aiutare il corpo umano ad affrontare l'invecchiamento o almeno alcune delle sue manifestazioni. L'iniziativa finanziata dall'UE puntava a scoprire "modulatori positivi" dell'invecchiamento del tessuto elastico al fine di proteggere e perfino eventualmente reindurre un'elastogenesi ottimale. I partner si sono dedicati ad approfondire il ciclo di vita dei tessuti elastici, dalla formazione alla degradazione, nonché la base delle loro proprietà biomeccaniche. Il consorzio ha ottenuto risultati positivi nella definizione delle modalità con cui le fibre si aggregano e nell'identificazione dei siti principali della loro degradazione. Tali cognizioni sono significative nell'ambito dell'impegno volto a individuare molecole protettive con potenzialità di limitare la degradazione delle fibre elastiche. Elast-age ha evidenziato marcatori dell'invecchiamento e l'invecchiamento di tessuti elastici in modelli cellulari. Tali informazioni daranno impulso a successive iniziative volte a scoprire cosa manca nelle cellule e nei tessuti adulti che sia invece presente nei tessuti giovani e in fase di sviluppo. I dati dello studio hanno posto in risalto la complessa natura della formazione delle fibre elastiche in modelli colturali di tessuti; tale sviluppo ha condotto a proposte di vari mezzi per incidere positivamente sull'ingegnerizzazione dei tessuti. Si tratta di conoscenze che potrebbero rivelarsi utili per migliorare le proprietà biomeccaniche dei biomateriali; uno scaffold a base di collagene attivato è già stato brevettato ed è pronto per la commercializzazione. L'impiego da parte dello studio di una nuova tecnologia di microscopia a scansione laser multifotonica a infrarossi (NIR-LSM) per indagare sui campioni di tessuto fa ben sperare tutti i soggetti interessati. La disponibilità di tali strumenti si dimostrerà molto utile per testare le sostanze che potrebbero ritardare e trattare varie manifestazioni dell'invecchiamento. I risultati sperimentali hanno dimostrato che l'estratto di aneto è efficace nel reindurre l'elastogenesi in fibroblasti cutanei da donatori adulti. Di conseguenza, un partner del consorzio ha proceduto con il lancio dell'estratto di aneto nel mercato dei cosmetici. Le conclusioni di Elast-age hanno identificato innovativi marcatori, modelli e procedure che promettono di mantenere le proprietà elastiche di un corpo che invecchia, accanto ai fini legati alla bioingegnerizzazione.