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Contenuto archiviato il 2023-03-23

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Tendenze scientifiche: COP21 – reazioni non entusiaste tra gli scienziati

Ben 195 paesi hanno accettato un accordo sul clima alla conferenza COP21. Tutti assieme essi tenteranno di limitare l’aumento della temperatura globale a un livello “ben al di sotto” di 2°C, anche se su base volontaria piuttosto che sotto la pressione di obbiettivi vincolanti. Gli scienziati sembrano avere dei sentimenti contrastanti riguardo al risultato, con alcuni che lo definiscono una “frode” mentre altri affermano che è un “buon inizio”.

Due settimane di intense trattative non sono riuscire a superare del tutto gli ostacoli politici ed economici che hanno intralciato i negoziati sul clima per oltre 15 anni. Un accordo è stato raggiunto, ma il suo reale significato è oggetto di interpretazione. Da un certo punto di vista, riuscire a far concordare 195 paesi sul principio di rallentare il riscaldamento globale è certamente un grande successo. Ma si è dovuto aspettare fino alla fine della conferenza per avere finalmente una convergenza di opinioni, e i precedenti tentativi avevano mostrato che non era da escludere la possibilità che i partecipanti ritornassero a casa a mani vuote. D’altra parte è difficile non mettere in discussione il valore di un accordo senza obbiettivi vincolanti, in particolare quando, prima dell’inizio dei negoziati COP21, tali obbiettivi erano stati presentati come la condizione sine qua non per affrontare il cambiamento climatico. Come ha detto il professor James Hansen, un tempo scienziato della NASA e spesso considerato come “il padre del cambiamento climatico”, dopo che l’accordo è stato confermato: “Non ci sono provvedimenti, solo promesse. Fino a quando i combustibili fossili continueranno a sembrare i combustibili più economici là fuori, essi continueranno ad essere bruciati.” Il principale suggerimento da parte di Hansen, che consisteva in una tassa di 15 dollari USA (13,7 euro) per ogni tonnellata di carbonio emesso, è stato ignorato. Altri scienziati, come Kevin Anderson, vice direttore del Tyndall Centre per la ricerca sul cambiamento climatico di Manchester si è spinto fino ad affermare che “Per i poveri nel mondo, in particolare nell’emisfero meridionale, l’attuale testo è a metà strada tra pericoloso e letale.” Ma questa visione non è condivisa da tutti i suoi colleghi. Jean-Pierre Gattuso, professore incaricato della ricerca al Centro nazionale francese per la ricerca scientifica e all’Università di Parigi, ha detto che l’inserimento dell’obbiettivo di 1,5 gradi Celsius nell’accordo è stata una vittoria sorprendente per il pianeta. Corine Le Quéré, direttore del Tyndall Centre per la ricerca sul cambiamento climatico, ha persino aggiunto che i tre elementi necessari per affrontare il cambiamento climatico erano presenti “in qualche forma” nell’accordo: tenere il riscaldamento ben al di sotto dei due gradi, praticamente abbandonare i combustibili fossili, e rivedere il contributo di ogni paese ogni 5 anni in modo da adattarsi alla sfida. Ma persino gli scienziati più ottimisti tendono ad avvisare che l’accordo COP21 può essere visto solo come il primo passo lungo un percorso ancora pieno di ostacoli. “Per limitare il riscaldamento al di sotto di 1,5°C, non disponiamo di nessuno scenario che ci dica che possiamo rimandare i provvedimenti al 2020 e oltre,” ha detto Joeri Rogelj dell’Istituto internazionale di analisi dei sistemi applicati in Austria, che è l’autore di uno dei pochi studi scientifici ad aver analizzato uno scenario con un aumento pari a 1,5°C. “Per limitare il riscaldamento a 1,5°C abbiamo bisogno di raggiungere il picco globale delle emissioni entro il 2020. In caso di sforamento si dovrebbe fare affidamento sulla possibilità di estrarre carbonio dall’atmosfera su scala massiccia. Dei provvedimenti urgenti sono necessari per proteggersi dai rischi.” Si deve ancora vedere se tali provvedimenti possano essere innescati più efficacemente dalla pressione dei pari, come suggerito dai responsabili delle politiche che hanno partecipato alla conferenza, invece che da obbiettivi vincolanti.

Paesi

Francia

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