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Il telerilevamento satellitare per monitorare la diversità delle specie

La ricerca sostenuta del progetto EU BON, finanziato dal 7° PQ, ha mostrato che il telerilevamento satellitare (satellite remote sensing, SRS) è uno degli approcci più convenienti per identificare gli hotspot della biodiversità e prevedere i cambiamenti nella composizione delle specie.

La ricerca, pubblicata nella rivista «Remote Sensing in Ecology and Conservation», esamina le reali possibilità offerte dal telerilevamento satellitare, nonché le insidie da evitare per riuscire a sfruttare in pieno le sue potenzialità. Lo studio considera come caso di studio la valutazione della diversità nelle comunità vegetali. Mostrando le difficoltà per raggiungere questi risultati basandosi soltanto sui dati raccolti sul campo, il documento presenta i vantaggi dei metodi SRS. Contrariamente al rilevamento sul campo, i metodi SRS permettono una copertura spaziale completa della superficie terrestre studiata lungo un lasso di tempo breve, stando al documento. L’autore principale del documento è il task leader di EU BON Dr. D. Rocchini della Fondazione Edmund Bach, uno dei partner del consorzio. Andare oltre i metodi tradizionali Utilizzando i metodi tradizionali come stabilito dall’ecologista R.H.  Whittaker nel 1972, la valutazione della biodiversità a livello locale e regionale si basa sia sulla diversità locale (diversità alfa) che sulla variazione locale (diversità beta) delle specie. Soltanto tramite una combinazione dei due parametri è possibile compiere una stima precisa della biodiversità di una determinata area. Mentre la valutazione della diversità alfa è abbastanza semplice, spesso determinare la diversità beta può risultare complicato. È quindi necessaria una maggiore collaborazione tra le comunità del telerilevamento e della biodiversità per affrontare adeguatamente i futuri sviluppi e le eventuali sfide. Il monitoraggio delle specie in aree relativamente vaste è sempre stato un compito difficile per gli ecologisti, soprattutto a causa della difficoltà intrinseca di ottenere una valutazione complessiva delle specie elencate e di quantificare gli sforzi di campionatura. Inventariare le specie di una vasta regione è complicato dal fatto che è molto difficile per i biologi sul campo controllare ogni singolo organismo nella regione, considerando al contempo i cambiamenti della composizione delle specie nel tempo. La nuova ricerca ha mostrato le grandi possibilità del SRS per gli studi sulla biodiversità, identificando anche le difficoltà nello sviluppo di questo campo di ricerca interdisciplinare. I ricercatori fanno notare che, in un periodo di grandi cambiamenti ambientali, i metodi SRS rappresentano un’enorme opportunità per gli ecologisti di ottenere conoscenze sugli aspetti spaziali e temporali della distribuzione della biodiversità. Le difficoltà da superare Tuttavia, il team di ricerca ha anche sottolineato le possibili difficoltà da superare nell’utilizzo dei metodi SRS per mappare gli hotspot di biodiversità. Una delle principali questioni sollevate dallo studio riguarda il bisogno di analisi dei dati sempre più complesse per poter quantificare e monitorare efficacemente la biodiversità globale tramite SRS. Per riuscirci, occorrerebbe un nuovo tipo di analisi dei megadati attraverso LOD (Linked Open Data). Un’altra problematica sollevata era la necessità di garantire la giusta risoluzione spaziale delle immagini per vari tipi di ambienti, da quello tropicale a quello temperato, al fine di ottenere dati sulla biodiversità quanto più precisi possibile. In generale, lo studio ha concluso che occorrono ulteriori studi di sensibilità sui parametri ambientali derivati dal telerilevamento per la mappatura della biodiversità, al fine di capire le problematiche e gli impatti dei diversi processi e modelli di raccolta dei dati. Il progetto EU BON si concluderà a maggio 2017 e si propone di sviluppare una rete europea della biodiversità davvero armonizzata e integrata, utilizzando dati sulla biodiversità raccolti sul campo e tramite telerilevamento provenienti da una varietà di strutture e centri di informazioni. Per maggiori informazioni, consultare: Sito web del progetto

Paesi

Germania

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