La FES mette in guardia contro la possibilità che il progetto europeo in materia di diritti d'autore danneggi la ricerca scientifica
La Fondazione europea della scienza ha messo in guardia contro la possibilità che il progetto dell'Unione europea in materia di diritti d'autore, se restasse invariato, danneggi la competitività internazionale della ricerca europea. Il progetto di direttiva della Commissione europea sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore sarà presto esaminato dal Consiglio dei Ministri. La FES chiede che si modifichi la stesura di uno degli articoli chiave della direttiva, relativo alle "eccezioni" alle norme proposte, per evitare che metta in crisi i ricercatori europei sotto il profilo legale e finanziario. La FES ha ribadito il suo appoggio agli obiettivi della Commissione di migliorare la tutela della proprietà intellettuale, dal momento che gli sviluppi tecnologici rendono sempre più facile ai pirati la duplicazione e la distribuzione del materiale protetto, ma ha avvertito che questo non deve andare a scapito della capacità europea di svolgere attività di ricerca. La FES ha raccomandato di includere nella direttiva una clausola che consenta l'inclusione di tutte le "eccezioni" attualmente inserite nelle normative nazionali. Tra le altre modifiche suggerite v'è la necessità di garantire che il concetto di "ricerca scientifica" sia interpretato in senso lato, con l'inclusione esplicita delle scienze umane ed artistiche. La FES ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che il riferimento alla ricerca "non commerciale", oggi presente, potrebbe causare confusione in quanto sarebbe difficile distinguere tra ricerca commerciale e non commerciale nella maggior parte degli ambienti accademici. Per evitarla raccomanda una definizione della ricerca nel senso di "bene pubblico", che potrebbe costituire un'eccezione alla direttiva.