I pionieri della clonazione contrari ad applicazioni sull'uomo
Ian Wilmut, capo dell'équipe che è riuscita a clonare la famosa pecora Dolly, si è unito a Rudolf Jaenisch, dell'istituto "Whitehead" per la ricerca biomedica di Cambridge, nel condannare pubblicamente il progetto di clonazione di esseri umani di un team di ricercatori italiani. "Le procedure per la clonazione degli animali producono una percentuale estremamente bassa di embrioni utilizzabili; di questi, molti muoiono subito dopo la nascita. Negli embrioni sopravvissuti si possono osservare anomalie respiratorie, circolatorie, immunitarie, renali e cerebrali. Pare inoltre confermata la possibilità di altri difetti dello sviluppo e della riprogrammazione dell'espressione genica. Le reazioni dell'opinione pubblica nei confronti di un tentativo fallito di clonazione umana potrebbero ostacolare la ricerca sulla clonazione delle cellule a scopo terapeutico per malattie quali il morbo di Alzheimer", hanno dichiarato Jaenisch e Wilmut.