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Contenuto archiviato il 2023-01-13

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Un progetto dell'UE aiuta le regioni ad accrescere la loro attrattiva nell'ambito dell'economia delle comunicazioni globali

Un progetto dell'UE ha sviluppato una banca dati ed un toolkit finalizzati a fornire informazioni ai rappresentanti regionali su come elaborare ed attuare le politiche di sviluppo regionale che utilizzano a pieno le opportunità offerte dalle nuove comunicazioni globali. Il pr...

Un progetto dell'UE ha sviluppato una banca dati ed un toolkit finalizzati a fornire informazioni ai rappresentanti regionali su come elaborare ed attuare le politiche di sviluppo regionale che utilizzano a pieno le opportunità offerte dalle nuove comunicazioni globali. Il progetto EMERGENCE (Estimation and mapping of employment relocation in a global economy in the new communications environment - Valutazione e mappatura del processo di riallocazione dell'occupazione in un'economia globale nell'ambito del nuovo contesto delle comunicazioni) ha ricevuto uno stanziamento di 2,1 milioni di euro nell'ambito del programma Tecnologie della società dell'informazione (TSI) del Quinto programma quadro (5PQ) dell'Unione europea, ed ha visto la partecipazione di team di ricerca provenienti da sei Stati membri, nonché da Ungheria, Canada ed Australia. Ursula Huws, coordinatrice del progetto, ha chiarito in un'intervista rilasciata al Notiziario CORDIS le motivazioni del progetto. "La nascita dei servizi elettronici e degli ambienti di eWork comporta elevate potenzialità socioeconomiche per lo sviluppo regionale: in base alle infrastrutture ed alle risorse umane disponibili, le regioni possono fornire un contesto adeguato ai call center, alle società di software e di elaborazione dati, attirando in tal modo gli investimenti e creando nuovi posti di lavoro". "Tuttavia, ciò comporta anche svantaggi: le società possono ricollocarsi in un'altra zona del mondo ed il lavoro può venir meno con estrema rapidità", ha aggiunto la Huws. "Poiché non esiste alcuna informazione sulle tendenze in questi settori, le regioni non conoscono i criteri utilizzati nella rilocalizzazione dei servizi commerciali, e così non possono adottare decisioni consapevoli o definire solidi piani strategici". Nel prendere atto di tali questioni, il consorzio ha condotto una serie di studi di casi ed ha effettuato un sondaggio su circa 8.000 datori di lavoro in 15 paesi dell'UE ed in tre paesi candidati all'adesione nell'UE al fine di verificare se ciascun paese o regione dispone di infrastrutture delle tecnologie dell'informazione, di professionalità, e di risorse umane nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). In base ai dati raccolti, il consorzio del progetto ha sviluppato una banca dati "eReadiness" per consentire alle regioni ed ai paesi di confrontare la loro situazione con le medie a livello comunitario e mondiale, ed ha prodotto un toolkit per aiutare le autorità regionali ad elaborare strategie di sviluppo. "Poiché la nostra è una misura di accompagnamento, eravamo molto interessati a garantire un facile accesso ai dati raccolti", ha dichiarato la Huws. "Infatti, si può notare che nella banca dati l'utente deve cliccare soltanto su un tasto per realizzare un grafico o una tabella recanti informazioni sulla propria posizione all'interno dell'ambiente eWork". "Le informazioni contenute nel toolkit sono state suddivise in due parti distinte: una panoramica strutturata delle esperienze e dei processi di "eWork" e dello sviluppo regionale, incluse le ricerche ed i concetti principali alla base del ruolo svolto dall'"eWork" all'interno di un processo più ampio di sviluppo regionale nell'economia della conoscenza; ed una guida che descrive il processo di riallocazione dell'"eWork" e suggerisce come predisporre ed attuare una strategia di sviluppo regionale basata sull'"eWork". Il kit fornisce altresì una guida alle fonti di finanziamento ed una serie di link ad un glossario dei principali termini utilizzati nel toolkit. La Huws ha riferito al Notiziario CORDIS che il progetto nel suo insieme ha suscitato molto interesse sia all'interno sia all'esterno dell'Europa, e sin dall'inizio i suoi servizi sono stati estesi a Canada e Australia. Il consorzio del progetto è stato contattato altresì da dieci paesi dell'Americana Latina. Sfortunatamente, il consorzio non è stato ammesso al finanziamento nel primo invito a presentare proposte TSI nell'ambito del Sesto programma quadro (6PQ) e, pertanto, dipende dai contributi offerti da alcune agenzie nazionali e dal programma Asia TIC della Commissione. "Ciò è un vero peccato, poiché desideriamo fornire libero accesso alla nostra banca dati ed ai nostri servizi, ma senza fondi adeguati non possiamo garantirne l'aggiornamento", ha chiarito la Huws. Il consorzio del progetto sta valutando attualmente la possibilità di presentare un'altra proposta per il 6PQ.

Paesi

Austria, Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Ungheria, Italia, Svezia, Regno Unito

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