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Contenuto archiviato il 2023-01-20

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L'associazione Leibniz analizza il sostegno dell'UE alla ricerca

L'associazione tedesca Leibniz, uno dei più grandi istituti di ricerca del paese, ha manifestato il suo più ampio sostegno agli obiettivi del Settimo programma quadro (7PQ) indicati dalla Commissione, suggerendo anche una serie di miglioramenti che a suo avviso potrebbero esse...

L'associazione tedesca Leibniz, uno dei più grandi istituti di ricerca del paese, ha manifestato il suo più ampio sostegno agli obiettivi del Settimo programma quadro (7PQ) indicati dalla Commissione, suggerendo anche una serie di miglioramenti che a suo avviso potrebbero essere introdotti nel programma in corso. Nel suo documento di posizione, l'associazione accoglie con favore l'attenzione all'eccellenza della ricerca che si nota nelle proposte per il 7PQ, e, più in generale, per le future politiche di ricerca dell'UE, sottolineando che, in linea di massima, sosterrà tutte le azioni che contribuiscono a una migliore messa in rete nello Spazio europeo della ricerca. L'associazione Leibniz individua però anche un 'considerevole potenziale non utilizzato' per le ricerche finanziate dall'UE nei settori delle scienze sociali, letterarie e ambientali, che pensa dovrebbe invece essere sfruttato per far progredire la coesione e la competitività dell'Europa. Nel valutare i risultati del Sesto programma quadro (6PQ) e le modifiche da introdurre nel 7PQ, l'associazione comincia col dichiararsi d'accordo con le conclusioni del rapporto Marimon sui nuovi strumenti introdotti nel 6PQ. In particolare, gl'istituti Leibniz ritengono che i Progetti integrati e le Reti di eccellenza dovrebbero essere mantenuti nel 7PQ, ma afferma che 'è necessario introdurre immediatamente modifiche che garantiscano un solido equilibrio tra nuovi e vecchi strumenti'. Il documento di posizione afferma che l'eccessiva concentrazione di risorse sui nuovi strumenti si è dimostrata estremamente problematica per gl'istituti più piccoli dell'associazione Leibniz, e continua sostenendo che bisognerebbe in particolare riesaminare le Reti di eccellenza per vedere se l'obiettivo della Commissione di creare una 'integrazione durevole' può essere considerato realistico dopo la fine del finanziamento dell'UE. Per quel che riguarda le priorità tematiche del 7PQ, l'associazione ritiene importante che riflettano le politiche generali dell'UE, e quindi individua aree che richiedono chiarimenti o estensioni del programma (ad esempio quelle dello sviluppo sostenibile, dell'integrazione sociale, del cambiamento globale, delle scienze economiche). A livello amministrativo, l'associazione Leibniz comincia col sollecitare una significativa semplificazione delle procedure di negoziazione dei contratti di consorzio. A proposito della nascita del SER (Spazio europeo della ricerca), l'associazione ritiene che la sua esperienza dimostra che la distinzione tra ricerca fondamentale e ricerca applicata è 'obsoleta', e sollecita la Commissione a non limitare i temi coperti da una tale organizzazione. L'associazione sostiene di conseguenza le linee orientative sul SER preparate dall'EUROHORCS (European Heads of Research Councils). L'associazione Leibniz conclude il suo documento di posizione sottoscrivendo le proposte della Commissione sulle prospettive finanziarie dell'UE, e afferma: 'Per portare felicemente a compimento gli obiettivi delle politiche di ricerca della Commissione e trasformare in realtà la strategia di Lisbona, riteniamo inevitabile un aumento costante degl'investimenti a sostegno della ricerca europea'.

Paesi

Germania

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