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'Vogliamo entrare da protagonisti nella scena', dichiara Janez Potocnik al Notiziario CORDIS

Nella sua prima intervista rilasciata al Notiziario CORDIS da quando è diventato commissario della Scienza e della ricerca, Janez Potocnik ha delineato quelle che sono per lui le priorità immediate e le priorità a lungo termine, ed ha spiegato perché pensa che puntare sulla cr...

Nella sua prima intervista rilasciata al Notiziario CORDIS da quando è diventato commissario della Scienza e della ricerca, Janez Potocnik ha delineato quelle che sono per lui le priorità immediate e le priorità a lungo termine, ed ha spiegato perché pensa che puntare sulla creazione di conoscenza sia essenziale per proteggere il modo di vita europeo. Per ora, la cosa più importante per il commissario sono i grandi documenti attualmente in preparazione o in discussione presso la Commissione: il programma di lavoro quinquennale della Commissione, l'esame a medio termine della strategia di Lisbona, le prospettive finanziarie per gli anni dal 2007 al 2013. Riferendosi a questi tre documenti, ed ai dibattiti che li accompagnano, Potocnik dice che 'la cosa importante che dobbiamo conseguire in questa metà dell'anno, specie entro questo primo mese, è riuscire a spiegare il meglio possibile quanto sia importante il ruolo della conoscenza, della scienza e della tecnologia per il futuro dell'Unione europea. Vogliamo entrare da protagonisti sulla scena, perché è quanto richiedono il futuro orientamento o l'ammodernamento della strategia di Lisbona'. Vi sono indicazioni che una strategia di Lisbona semplificata possa attribuire un'enfasi ancora maggiore alla ricerca e sviluppo (R&S), e Potocnik ha alcuni validi argomenti a favore di tale approccio. La futura Unione europea non sarà più in grado di competere per la moderazione dei salari o i sistemi di sicurezza sociale, ha detto. 'Noi abbiamo un modo di vita europeo che deve essere conservato. Concentrarci sulla strategia di Lisbona e snellirla significa riorientarci sui modi per conseguirla, sui modi per metterla in atto. Questo ci porterà alla risposta che la base sta nella conoscenza: creazione di conoscenza, diffusione di conoscenza, uso di conoscenza'. Il concetto di 'conoscenza per la crescita' è già stato menzionato varie volte dal commissario, fin dalla sua presa di funzione a novembre. Ma secondo Potocnik non è 'un'invenzione o un qualche tipo di nuova strategia', è semplicemente un'indicazione del mezzo con cui la strategia di Lisbona dovrebbe essere semplificata. Il Settimo programma quadro (7PQ) sarà al centro di questa concentrazione sulla conoscenza. Il commissario promette un nuovo orientamento, ma anche la continuità, sia in termini di sostanza che di strumenti di finanziamento. I nuovi strumenti introdotti nel 6PQ saranno conservati nel 7PQ, ma il commissario considera una priorità l'agevolarne l'uso, e afferma che 'occorrono grandi sforzi da parte nostra al livello europeo, ma anche al livello nazionale, e dobbiamo lavorare insieme'. Due aspetti nuovi del 7PQ saranno il Consiglio europeo della ricerca (CER) e le Piattaforme tecnologiche. 'Il Consiglio europeo della ricerca lo vedo come una specie di 'champions' league' della conoscenza', dice Potocnik. 'Nei singoli paesi abbiamo vari e differenti approcci, che si occuperanno della [ricerca di base] nella forma che ciascun paese considera la più adeguata [...]. È come se avessimo vari campionati di calcio nazionali, ma avessimo creato una 'champions' league', in cui giocano le migliori squadre e si può assistere alle migliori partite'. Il commissario ha ripetuto che il CER deve essere basato sull'eccellenza e sull'autonomia dei ricercatori quanto al loro settore di studio. Riguardo alla forma che assumerà il CER, si deve ancora prendere una decisione, ma la Commissione sta andando 'un passo dopo l'altro' verso una soluzione, dice Potocnik. È già stato fatto un certo numero di questo passi. Il commissario ha già nominato i membri di un 'comitato per l'identificazione', che a sua volta sarà responsabile della scelta dei membri del consiglio d'amministrazione del CER. 'Vogliamo che sia chiaro che non è la Commissione che prende le decisioni, ma la comunità scientifica stessa', spiega. La Commissione tuttavia manterrà un certo grado di controllo sul modo in cui i finanziamenti saranno spesi dal CER. Come questo avverrà e quale sarà l'aspetto del nuovo strumento di finanziamento sono argomenti tuttora in discussione. Le Piattaforme tecnologiche sembrano aver preso vita da sole, ed essere spuntate tra le discipline scientifiche in questi ultimi mesi. Inizialmente, erano state proposte dalla Commissione per radunare aziende, istituzioni di ricerca, mondo della finanza e autorità normative al livello europeo, allo scopo di definire un'agenda comune di ricerca che avrebbe dovuto mobilitare una massa critica di risorse pubbliche e private. Potocnik nega che la Commissione abbia fatto un passo indietro per le Piattaforme, e sottolinea l'importanza di creare Piattaforme tecnologiche dal basso verso l'alto. La maggior parte delle Piattaforme tecnologiche sarà in grado di reperire cofinanziamento attraverso la ricerca collaborativa nel 7PQ, mentre quelle che sembrano avere potenzialità per una collaborazione a lungo termine, oltre che la visione e la partecipazione della società, potrebbero ricevere un finanziamento del 100% come Iniziativa tecnologica, spiega il commissario. Mentre le Piattaforme tecnologiche rivestono interesse soprattutto per le grandi aziende, il commissario è ansioso di garantire che le piccole e medie imprese (PMI) non sono state dimenticate dal 7PQ. Per incoraggiarne la partecipazione, la Commissione intende mettere a punto incentivi e appianare il processo tramite la semplificazione. Potocnik progetta anche di creare un gruppo 'consiglio di scandaglio', che potrebbe comprendere rappresentanti delle PMI per il processo di preparazione delle proposte, allo scopo di stabilire dove si situano esattamente gli scogli e se le nuove misure sapranno rimuoverli. I paesi che possiedono un'infrastruttura di ricerca meno sviluppata devono inoltre essere oggetto di speciali attenzioni da parte dell'Unione europea, anche se Potocnik preferirebbe che i fondi per farlo non provenissero dal bilancio della ricerca: 'Se l'Unione europea vuole competere a livello globale, e se vogliamo che l'Europa tutta accresca la sua competitività attraverso la creazione di conoscenza e la R&S, è mia opinione che non sarebbe avveduto usare i fondi della R&S per scopi di solidarietà'. Egli propone invece di ricorrere ai Fondi strutturali e di coesione dell'UE. Tuttavia il finanziamento della ricerca dell'UE potrebbe essere usato per aiutare i paesi in via di sviluppo un po' di più da casa. Un recente rapporto delle NU sugli scopi del Millennium Development ha evidenziato l'importanza della scienza e della tecnologia per alleviare la povertà. La ricerca può veramente fare di più, e Potocnik ha già discusso la questione con il collega, il commissario per lo Sviluppo Louis Michel. L'argomento sarà nuovamente affrontato durante le discussioni preparatorie del 7PQ. Sebbene il commissario preveda un certo numero di cambiamenti nella futura politica di ricerca dell'Unione europea, parecchie questioni restano, con suo vivo rammarico, al di fuori della sua portata. Tre di queste, alla cui soluzione la precedente Commissione si è in qualche modo sottratta, sono il reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER), il brevetto comunitario e la ricerca sulle cellule staminali. Le negoziazioni sul sito di ITER continuano, e dovrebbero continuare per coinvolgere tutti e sei i partner del progetto, in quanto si tratta di un 'problema globale', afferma il commissario. Egli considera il desiderio di due dei partner di ospitare il reattore 'non un segno negativo, ma piuttosto un impegno di entrambe le due parti per risolvere il problema'. Si augura inoltre che il processo di reperimento e di accordo su una soluzione possa fornire orientamenti su come affrontare i futuri problemi globali. Le negoziazioni sul finanziamento da parte dell'UE della ricerca sulle cellule staminali, e sulla creazione di un brevetto comunitario, sono arrivate ad un punto morto al Consiglio dei ministri. Chiaramente, la palla è nel campo dei governi degli Stati membri, ma il commissario sottolinea che accoglierebbe con il massimo favore dei movimenti su questi due nodi. Il brevetto comunitario risponde in special modo al concetto di 'conoscenza per la crescita' del commissario. Egli spera quindi che l'adozione di questo approccio da parte del Consiglio crei il giusto ambiente per discussioni costruttive sul brevetto. Con la ricerca impegnata ad occupare il centro della scena dopo lo snellimento della strategia di Lisbona, davanti al nuovo commissario per la Scienza e la ricerca si presentano cinque anni fitti d'impegni.