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Contenuto archiviato il 2023-03-02

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Ricercatori rivelano come le temperature marine influiscono sulla fisiologia dei pesci

Alcuni ricercatori hanno dimostrato per la prima volta come più elevate temperature marine influiscano sulla fisiologia dei pesci provocandone una riduzione della popolazione. Gli scienziati dell'Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina di Bremerhaven (Germania...

Alcuni ricercatori hanno dimostrato per la prima volta come più elevate temperature marine influiscano sulla fisiologia dei pesci provocandone una riduzione della popolazione. Gli scienziati dell'Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina di Bremerhaven (Germania) hanno studiato le correlazioni esistenti tra le temperature stagionali marine e la popolazione di blennio viviparo (Zoarces viviparus) nella regione meridionale del Mare del Nord. Lo Z. viviparus è una specie di pesce utilizzata come bioindicatore per il monitoraggio ambientale sia nel Mare del Nord sia nel Mar Baltico. I ricercatori hanno studiato la fisiologia di questo tipo di pesci per stabilire quale influenza abbia l'aumento delle temperature sui loro sistemi interni e i risultati dello studio sono stati pubblicati nell'ultimo numero della rivista «Science». Negli ultimi 40 anni, le temperature nella regione meridionale del Mare del Nord sono aumentate di più di 1 °C e per il prossimo secolo è previsto un ulteriore aumento. I ricercatori hanno notato che nelle estati più calde la popolazione di blennio viviparo diminuiva. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che, al di sopra di determinate temperature, viene seriamente compromessa la capacità dei pesci di trasportare l'ossigeno attraverso l'organismo. Ciò comporta conseguenze sulla loro attività muscolare nonché sul comportamento, la crescita e la riproduzione e potrebbe anche renderli maggiormente soggetti a predazione, morte per fame e malattie. Inoltre, le acque più calde contengono una minor quantità di ossigeno dissolto, fattore che aggrava il problema. Nello studio pubblicato, gli scienziati avvertono che poiché specie differenti presentano differenti «finestre termiche», le variazioni della temperatura marina potrebbero comportare sconvolgimenti nella rete alimentare, fenomeno che si è già verificato nel caso del merluzzo atlantico. «Il passaggio da una fauna di copepodi di maggiori dimensioni (Calanus finmarchicus) ad una di minori dimensioni (C. helgolandicus) nella regione meridionale del Mare del Nord ha causato una riduzione della disponibilità di cibo per il merluzzo atlantico (G. morhua). Tale cambiamento nella catena alimentare è stato principalmente determinato dalle differenti finestre termiche delle due specie di copepodi», scrivono gli autori. «La diminuzione delle popolazioni di merluzzo legata all'aumento della temperatura ha quindi cause sia dirette [la sensibilità termica della specie] sia indirette [i cambiamenti nella rete alimentare], ma comunque basate sugli stessi principi fisiologici.»

Paesi

Germania

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