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Europei risolvono il mistero dell'emissione di energia della Nebulosa del Granchio

Un gruppo di scienziati britannici e italiani ha gettato nuova luce sulla storia che si cela dietro all'origine dell'elevata emissione di energia dalla Nebulosa del Granchio, un resto di supernova e un plerione. Scoperta per la prima volta nel 18° secolo, la Nebulosa del Granc...

Un gruppo di scienziati britannici e italiani ha gettato nuova luce sulla storia che si cela dietro all'origine dell'elevata emissione di energia dalla Nebulosa del Granchio, un resto di supernova e un plerione. Scoperta per la prima volta nel 18° secolo, la Nebulosa del Granchio è, per molti, una delle vedute più spettacolari dello spazio. Questo ultimo studio ha localizzato delle stelle di neutroni dall'area della Nebulosa del Granchio, le conclusioni sono state recentemente pubblicate sulla rivista Science. Gli scienziati dall'Università di Southampton nel Regno Unito, dall'Istituto Nazionale di Astrofisica italiano (INAF) e dall'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica italiano (IASF) hanno detto di aver localizzato le stelle di neutroni, conosciute anche come pulsar, usando la spettroscopia imaging e misurando la polarizzazione o allineamento delle onde di radiazioni ad alta energia nella banda dei raggi gamma. Grazie alla loro indagine, si è scoperto che i fotoni energetici si formano vicino alla pulsar. Una precedente ricerca ha mostrato che i sistemi pulsar che contengono stelle di neutroni accelerano le particelle a enormi energie, in media circa 100 volte maggiori rispetto ai più potenti acceleratori sulla Terra. Rimanevano tuttavia delle domande sull'esatto funzionamento di questi sistemi. Ma gli scienziati si chiedevano anche quale fosse l'ubicazione delle particelle accelerate. A bordo del veicolo spaziale INTEGRAL dell'Agenzia spaziale europea, la squadra di ricerca ha usato un telescopio a raggi gamma per misurare in modo dettagliato la polarizzazione della radiazione ad alta energia. "La maggior parte dei raggi gamma deriva direttamente dal getto," hanno detto i ricercatori. Capeggiata dal prof. Tony Dean dell'Università di Southampton, la squadra ha valutato i dati che erano stati raccolti con più di 600 singole osservazioni della Nebulosa del Granchio. I dati sono stati quindi messi a confronto con l'output generato da un sofisticato modello al computer. Secondo i ricercatori, la polarizzazione emerge grazie all'allineamento di un vettore elettrico con l'asse di rotazione della stella di neutroni. Il risultato è una struttura molto ordinata localizzata vicino alla pulsar. "Il notevole allineamento del vettore elettrico con l'asse di rotazione della pulsar, insieme alla sua conformità con l'angolo di polarizzazione ottica, suggerisce che entrambi i flussi siano generati nello stesso luogo vicino alla stella di neutroni," ha spiegato il prof. Dean. "Le scoperte hanno implicazioni evidenti per molti aspetti degli acceleratori ad alte energie come la Crab (Nebulosa)." Esperti dicono che è stata l'esplosione di una supernova a generare la Nebulosa del Granchio, che è stata osservata per la prima volta nel 1054 da astronomi cinesi come una nuova stella nella costellazione del Toro. Il Granchio è stata scoperta successivamente nel 1731 da John Bevis, un astronomo britannico dilettante. Gli esperti dicono che l'esplosione si lasciò dietro una pulsar, o stella di neutroni, circondata da una nebulosa di particelle che si irradiano. Si trova a circa 6300 anni luce dal Sole ed è formata da una massa di filamenti che misurano circa 6 minuti d'arco (una misura degli angoli equivalente a 1/60 di un grado) in lunghezza e 4 minuti d'arco in larghezza. I filamenti sono composti da elio e idrogeno ionizzati, oltre a carbonio, ferro, neon, azoto e zolfo. Gli esperti dicono che la Nebulosa del Granchio ha la forma di uno sferoide prolato.

Paesi

Italia

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