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Nuova strumentazione di monitoraggio controlla da vicino i vulcani

Alcuni ricercatori del Politecnico di Chalmers, in Svezia, hanno sviluppato una strumentazione di monitoraggio in grado di misurare i livelli di biossido di zolfo emesso dai vulcani. La strumentazione verrà utilizzata per monitorare i 17 vulcani più attivi del pianeta e i ri...

Alcuni ricercatori del Politecnico di Chalmers, in Svezia, hanno sviluppato una strumentazione di monitoraggio in grado di misurare i livelli di biossido di zolfo emesso dai vulcani. La strumentazione verrà utilizzata per monitorare i 17 vulcani più attivi del pianeta e i risultati saranno d'ausilio agli scienziati per prevedere le eruzioni vulcaniche e ottimizzare i modelli matematici relativi al clima globale. La strumentazione potrebbe inoltre essere utilizzata per misurare i livelli di inquinamento nelle città. I vulcani che fanno registrare la più intensa attività a livello mondiale, tra i quali figurano l'Etna e lo Stromboli (Italia), e l'hawaiano Kilauea (Stati Uniti), sono costantemente monitorati da osservatori che controllano svariati aspetti della loro attività, tra cui l'attività sismica, in modo da poter organizzare un'eventuale evacuazione in caso di eruzione. La strumentazione di monitoraggio avanzato sviluppata dai ricercatori aggiungerà un'inedita dimensione alle attività di questi osservatori, aiutando a migliorare la sicurezza nelle aree vulcaniche. "Maggiori emissioni di gas possono indicare che il magma sta risalendo all'interno del vulcano," afferma il dottor Mattia Johansson del Dipartimento di scienze radio e spaziali dello stesso istituto, personalmente coinvolto nello sviluppo di questa innovativa strumentazione. "L'aggiunta di questa tipologia di informazioni ai parametri già utilizzati può consentire l'elaborazione di una migliore stima dei rischi da parte degli osservatori." Questa nuova strumentazione di monitoraggio, a differenza di altri metodi di misurazioni in grado di misurare le emissioni di gas solo in punti specifici, rileverà la quantità complessiva dei gas emessi dai vulcani. Il metodo del dottor Johansson differisce dagli altri perché la strumentazione viene sistemata in diversi punti dell'area attorno al vulcano e vengono poi sommate le cifre che portano all'elaborazione di una cifra complessiva. L'attività di ricerca del dottor Johansson ha inoltre permesso di rendere la strumentazione di monitoraggio efficiente dal punto di vista energetico nonché sufficientemente potente da funzionare anche in condizioni climatiche avverse, su terreni difficili o con infrastrutture carenti. "Innanzitutto, ho lavorato con il software necessario per l'elaborazione e per la presentazione dei risultati delle rilevazioni," ha spiegato il ricercatore. "Ho inoltre creato un programma che analizza i dati raccolti, calcola il flusso verso l'esterno del gas e presenta le informazioni sotto forma di un semplice grafico. Per conoscere la quantità di biossido di zolfo emessa dal vulcano in un determinato momento, al personale dell'osservatorio è sufficiente osservare il grafico." La strumentazione per la misurazione può anche essere impiegata per rilevare l'inquinamento atmosferico nelle città e dunque essere d'ausilio per l'ottimizzazione dei modelli matematici relativi al clima globale, poiché i ricercatori d'ora in poi riceveranno regolarmente relazioni inerenti alla quantità di biossido di zolfo emesso dal vulcano. "Il biossido di zolfo, nell'atmosfera, viene convertito in particelle di solfati. Queste particelle devono essere prese in considerazione nei modelli matematici relativi al clima in modo che questi siano accurati," ha affermato Bo Galle, professore associato e partner della ricerca, che lavora presso lo stesso politecnico. "I vulcani sono una fonte essenziale di biossido di zolfo. Solo l'Etna, per esempio, rilascia una quantità di biossido di zolfo di circa 10 volte superiore a quella rilasciata complessivamente dalla Svezia."

Paesi

Svezia

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