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La Commissione fa appello agli Stati membri dell'UE di unire le forze nella lotta all'Alzheimer

Il 22 luglio la Commissione europea ha invitato gli Stati membri dell'Unione europea a unire le loro risorse per coordinare meglio gli impegni per combatter il morbo di Alzheimer e le malattie neurodegenerative. Le proposte adottate dalla Commissione seguono una raccomandazion...

Il 22 luglio la Commissione europea ha invitato gli Stati membri dell'Unione europea a unire le loro risorse per coordinare meglio gli impegni per combatter il morbo di Alzheimer e le malattie neurodegenerative. Le proposte adottate dalla Commissione seguono una raccomandazione del 2008 del Consiglio dell'Unione europea per avviare un'iniziativa congiunta in questo campo. Circa 7,3 milioni di persone in Europa dalla soffrono della malattia di Alzheimer e di disturbi ad essa collegati, come ad esempio la demenza vascolare. Questo pesa enormemente sui sistemi sanitari, in particolare se si considera l'invecchiamento della popolazione europea: il costo della cura di un singolo paziente ammonta a 21.000 euro e nel 2005 la spesa complessiva per il trattamento di questi pazienti nell'Unione europea ha raggiunto quasi 130 mila milioni di euro. "Perdere le capacità mentali a causa della demenza non fa soltanto parte del processo di invecchiamento," ha detto il commissario europeo per la sanità Androulla Vassiliou. "Con l'invecchiare della popolazione europea dobbiamo collaborare per riuscire a capire meglio queste malattie e cercare di prevenirle. Dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà alle persone che soffrono di demenza, condividendo le migliori pratiche per quanto riguarda la cura di questi pazienti e rispettando i loro diritti e la loro dignità." La diagnosi spesso avviene con troppo ritardo per permettere ai trattamenti di mitigare gli effetti di questi disturbi, e la diagnosi precoce è pressoché impossibile. Per ora i trattamenti efficaci per rallentare il deterioramento delle funzioni cerebrali rimangono ambigui e i finanziamenti - sia dei singoli Stati membri che del sesto e settimo programma quadro per la ricerca (rispettivamente 6° PQ e 7° PQ) - sono stati incanalati nei campi di ricerca in materia di prevenzione, diagnosi e trattamento dell'Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative. Il finanziamento della ricerca sull'Alzheimer in Europa è comunque una questione complessa, in quanto il sistema di finanziamento, le politiche in materia di ricerca e le strutture organizzative sono diverse per ogni singolo paese. Inoltre varia notevolmente anche la spesa a seconda delle varie organizzazioni e dei vari paesi. L'approccio di programmazione congiunta implica che gli Stati membri lavorino volontariamente insieme - piuttosto che separatamente - per definire, sviluppare e attuare un programma di ricerca strategico. Esso dovrebbe permettere agli Stati membri di sviluppare una visione comune di come affrontare le principali sfide societarie, che nessun paese sarebbe in grado di risolvere individualmente. La ricerca sulle malattie neurodegenerative rappresenta un progetto pilota in questo senso, al quale finora hanno partecipato venti paesi. "Vogliamo che la ricerca rivesti un ruolo maggiore nell'affrontare le sfide societarie come l'Alzheimer e i disturbi affini," ha detto il commissario dell'UE per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik. "Si potranno ottenere grandi progressi se gli Stati membri iniziano a coordinare i loro programmi nazionali secondo un'agenda comune. Proponendo la raccomandazione sulla programmazione congiunta della ricerca, noi oggi invitiamo gli Stati membri ad impegnarsi in un approccio pragmatico per convogliare le risorse e gli investimenti per la ricerca affinché si possano affrontare meglio l'Alzheimer e le altre malattie neurodegenerative. Si tratta di un'opportunità per la scienza europea e di una risposta alle sfide della nostra società moderna." La programmazione congiunta per combattere i disturbi neurodegenerativi porterà - si auspica - a strumenti diagnostici più accurati e a forme di trattamento più efficaci. Per dare il via alla creazione di un'agenda di ricerca strategica, la Commissione ha proposto di intervenire in quattro aree principali: agire precocemente per diagnosticare la demenza e ridurne il rischio sul nascere, migliorare la coordinazione di ricerca tra gli stati dell'UE, implementare la condivisione di migliori pratiche e fornire un forum di riflessione sui diritti, l'autonomia e la dignità dei pazienti. "Esiste un reale e urgente bisogno di convogliare e coordinare gli sforzi compiuti in questo campo dai ricercatori europei di base, clinici e sociali," recita la proposta della Commissione. "Dal momento che gran parte della ricerca sulle malattie neurodegenerative viene condotta a livello preclinico, la ricerca finanziata a livello pubblico risulterà essenziale per qualsiasi progresso nelle aree come la ricerca sui biomarcatori, lo sviluppo di nuovi criteri e metodi di prevenzione e diagnosi, nonché la verifica di nuovi prodotti terapeutici attraverso trial clinici su larga scala." La proposta invita gli Stati membri a sviluppare un'agenda di ricerca strategica e ad attuare un piano che stabilisca delle priorità, traguardi e scadenze. Ciò dovrebbe includere i seguenti elementi: "scambio di informazioni relative ai programmi nazionali, attività di ricerca e sistemi sanitari, individuazione di aree che potrebbero trarre vantaggio dal coordinamento, inviti congiunti o unione delle risorse, facilitare la mobilità e formazione transdisciplinare e transsettoriale, e esplorare l'utilizzo congiunto delle infrastrutture di ricerca e la messa in rete dei centri di ricerca". L'iniziativa pilota di programmazione congiunta dovrebbe essere il primo di una serie di impegni di cooperazione, e rappresenta un passo avanti per la campagna "L'Europa per i pazienti" della Commissione per un'assistenza sanitaria migliore per tutti in Europa.

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