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SAIL&CLEAN – A complete solution for sea cleaning: marine litter removal and optimal algal bloom harvesting

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Le barche raccoglitrici rimuovono i detriti e le alghe tossiche dalle acque inquinate

Le attività umane generano quantità di rifiuti che possono contaminare l’ambiente marino. SAILCLEAN si propone di contribuire a ridurre questo fenomeno, garantendo il buono stato ecologico dei mari.

Cambiamento climatico e Ambiente

Due dei maggiori problemi nel garantire la pulizia degli oceani sono i rifiuti marini (principalmente plastica) e l’eutrofizzazione, che causa la fioritura delle alghe. Entrambi rappresentano una minaccia per gli animali marini, per la salute umana e i mezzi di sussistenza. Tuttavia, non esiste ancora un insieme completo e adeguato di soluzioni per affrontare la sfida. Ciò di cui c’è bisogno è una soluzione che possa colmare alcune delle lacune attuali, con la possibilità di raccogliere sia rifiuti che alghe in zone difficili da raggiungere. Il Fondo islandese per lo sviluppo tecnologico ha sostenuto Asco Harvester per la costruzione di un prototipo di raccoglitrice ad acqua, Sigri 9057. Con il supporto dell’UE, l’azienda ha iniziato la fase di progettazione, costruzione e sviluppo di imbarcazioni per la pulizia a grandezza naturale. Il progetto SAILCLEAN (A complete solution for sea cleaning: marine litter removal and optimal algal bloom harvesting) ha testato la soluzione nell’Oceano Atlantico, con risultati promettenti. Affrontare i problemi ambientali, economici, sanitari ed estetici SAILCLEAN ha condotto uno studio di fattibilità su una nuova flotta di imbarcazioni che potrebbe «falciare» alghe tossiche e rifiuti marini (compresa la plastica), soprattutto in zone difficili come fiordi, oceani aperti o canali fluviali, oltre a raccogliere in modo sostenibile le risorse marine. «L’idea è nata dal lavoro di famiglia per migliorare la raccolta delle alghe marine. Ci siamo resi conto che potevamo mettere a punto la tecnologia per raccogliere detriti, alghe indesiderate e plastica e pulire le zone di piena», afferma Anna Kristjansdottir, AD di Asco Harvester e coordinatrice del progetto. Il gruppo di ricerca di SAILCLEAN ha sottoposto a prove il prototipo Sigri 9057, che l’anno scorso in Islanda è riuscito a raccogliere fino a 30 tonnellate per marea dell’alga marina ascophyllum nodosum, una quantità superiore al previsto. La barca, con il suo scafo su misura e il sistema di galleggiamento, si è dimostrata stabile anche in condizioni difficili, come le cattive condizioni atmosferiche. Una caratteristica di progetto, convalidata dai test, è stato il sistema automatico, su misura, a doppio nastro trasportatore (per la raccolta e l’imballaggio) posizionato su un cilindro idraulico, che trasporta il materiale raccolto direttamente nei sacchi. Una volta riempiti, i sacchi vengono tagliati e un interruttore li rilascia in mare, dove vengono attaccati l’uno all’altro e formano una catena galleggiante recuperabile da un’altra nave. «I sacchi da 1-3 tonnellate offrono un’elevata capacità di stoccaggio, evitando ritorni in porto per lo scarico, e il nastro trasportatore consente una raccolta continua, senza interruzioni, eliminando i tempi di lavorazione non produttivi», afferma Kristjansdottir. Le alghe marine raccolte possono essere essiccate o lavorate per produrre fertilizzanti o cibo, l’erba marina può essere usata per il biodiesel, le alghe tossiche come fertilizzanti e la plastica può venire riciclata. Miglioramenti per affrontare un problema crescente In tutto il mondo, circa 8 milioni di tonnellate di plastica entrano ogni anno nell’oceano, sia in aree densamente popolate che in regioni remote. Dei 5,25 mila miliardi di detriti di plastica nell’oceano, 269 000 tonnellate galleggiano in superficie e 4 miliardi di microfibre per km2 contaminano le profondità marine, creando problemi alla fauna marina, alla pesca e al turismo. I danni agli ecosistemi marini hanno un prezzo di almeno 8 miliardi di euro. La proliferazione di alghe nocive, causata dall’eutrofizzazione antropogenica (di solito il rilascio di azoto e fosforo), provoca la morte dei pesci, che mette a repentaglio l’industria della pesca, e la contaminazione delle risorse idriche delle popolazioni. Nell’UE, il costo annuale per la pulizia di queste fioriture supera i 900 milioni di euro, con un notevole aumento del numero registrato negli ultimi 25 anni. Ora il gruppo di SAILCLEAN migliorerà ulteriormente la progettazione delle imbarcazioni sulla base dei test e delle discussioni con le parti interessate. «Le modifiche potenzieranno la nostra offerta di sicurezza, accessibilità, efficienza e raccolta sostenibile», afferma Kristjansdottir. «La personalizzazione del prototipo in un prodotto per i nostri due mercati di destinazione comprenderà il modello RECYCLE per la raccolta di plastica e detriti e il modello BREED per la raccolta sostenibile delle alghe».

Parole chiave

SAILCLEAN, oceano, alghe, rifiuti marini, plastica, eutrofizzazione, alghe, raccolta, pesca, turismo, ecosistemi

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