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Protezione dell'ambiente dallo spazio

Uno studio scientifico di fattibilità ha dimostrato la necessità e la effettiva possibilità di costruzione di uno spettrometro orbitale per il monitoraggio della banda spettrale fra l'infrarosso termico e il lontano infrarosso della radiazione elettromagnetica. Le informazioni scientifiche raccolte da questo strumento consentiranno di risolvere importanti problematiche nei campi dei cambiamenti climatici e globali e della meteorologia applicata.

Cambiamento climatico e Ambiente

Nel contesto del quarto programma quadro europeo, un consorzio di università, aziende e laboratori scientifici ha studiato l'applicazione di tecniche spaziali al monitoraggio ambientale per eventuali future missioni spaziali. Questo studio ha dimostrato che uno spettrometro di Fourier di piccole dimensioni per la misurazione della banda spettrale fra l'infrarosso termico e il lontano infrarosso (9-100 micron) è in grado di fornire osservazioni in una regione spettrale che attualmente non è coperta da nessuna missione spaziale. Lo strumento, denominato REFIR (Radiation Explorer in the Far Infrared) è stato progettato per il sondaggio verticale della temperatura e del vapor d'acqua nell'alta troposfera e fornirà informazioni scientifiche utili alla comprensione del contributo della radiazione FIR al raffreddamento dell'atmosfera. Contribuirà inoltre a rendere più chiaro il ruolo del vapore acqueo e delle nubi nella modulazione dell'emissione radiativa del pianeta. La conoscenza acquisita apporterà un notevole miglioramento alle simulazioni attualmente disponibili per la modellazione delle radianze, dei flussi e dei fattori di raffreddamento. Il raggiungimento di questi obiettivi dipende dalla fattibilità della costruzione di uno spettrometro per il lontano infrarosso REFIR in trasformata di Fourier (RFTS) abbinato, quale strumento primario, ad un dispositivo per l'acquisizione delle immagini nella finestra infrarossa per l'identificazione della scena e delle nubi. Il sistema prevede anche la presenza di un radiometro ad energia totale, un canale in larga banda nella gamma da 0,3 a 100 micron e, infine, un dispositivo aggiuntivo per l'acquisizione di immagini multicanale. Lo strumento ha una massa complessiva di 70 kg, un consumo di 82 W e può elaborare 170 kbit al secondo. La progettazione, la fabbricazione, l'assemblaggio e l'integrazione dello strumento su di un satellite sono alla portata delle aziende specializzate. Grazie alla sua vita utile superiore ai 3 anni, questo strumento è adatto sia a missioni autonome a bordo di piccoli satelliti in basse orbite terrestri, che come parte di missioni di più ampia portata. Si auspica che l'impatto sulle scienze ambientali generabile dallo sfruttamento di REFIR possa contribuire ad attrarre l'interesse delle agenzie spaziali.

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