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Tendenze scientifiche: impianti alla gola stampati con stampanti 3D salvano la vita a tre neonati

Stecche biodegradabili prodotte mediante una tecnica di stampa 3D chiamata sinterizzazione laser, hanno salvato la vita di tre neonati affetti da tracheobroncomalacia.

La tracheobroncomalacia (TBM) è una malattia rara che si presenta quando le pareti delle vie respiratorie sono deboli, causandone potenzialmente il restringimento o il collasso. Questo può risultare in effetti collaterali come incapacità di assorbire cibo, crisi respiratoria e persino arresto cardiaco. Per salvare tre giovani pazienti affetti da TBM negli USA, i ricercatori sono riusciti a sviluppare e inserire stecche stampate con stampanti 3D in grado di tenere aperte le vie respiratorie e prevenire questi effetti collaterali letali. Il primo caso risale al 2012, ma la procedura è stata documentata in uno studio pubblicato su Science Translational Medicine solo la settimana scorsa. Secondo MIT Technology Review, prima dell’intervento i tre bambini erano vicini alla morte. Erano attaccati a un respiratore e la procedura era “l’ultimo tentativo di salvare loro la vita” da parte dei medici dell’Università del Michigan. I ricercatori hanno cominciato facendo delle scansioni CT su ogni bambino per determinare in modo preciso le dimensioni e la forma della trachea. Secondo la rivista Science, le immagini sono state integrate con un modello computerizzato per disegnare delle stecche di plastica cave a forma di tubo. In seguito, le stecche sono state prodotte usando una tecnica di stampa 3D chiamata sinterizzazione laser, nella quale un laser fonde insieme particelle di plastica polverizzata strato dopo strato per costruire una struttura 3D da cima a fondo. Science osserva: “Le stecche sono state progettate non solo per essere flessibili, in modo da permettere all’aria di passare, ma per potersi allungare lentamente nel tempo seguendo la crescita della trachea dei bambini. Sono state fatte di policaprolattone, un polimero biodegradabile naturalmente in 3-4 anni quando è esposto ai fluidi del corpo.” Le stecche sono state avvolte intorno alla trachea danneggiata e fissate in modo da tenere aperta la via respiratoria, così è stato possibile staccare i tre bambini dal respiratore meccanico e farli uscire dal reparto terapia intensiva. L’abstract dello studio osserva che, al momento della pubblicazione, i bambini non presentavano più malattie mortali della via respiratoria e “mostravano una risoluzione delle complicazioni polmonarie ed extrapolmonarie della TBM”. Nel tempo, le stecche tracheali si dissolveranno completamente e si prevede che la trachea dei bambini si sia sviluppata sufficientemente da continuare a crescere e funzionare normalmente. Secondo gli autori dello studio, il processo ha molte applicazioni per la produzione medica di dispositivi prodotti con stampa a 3D specifici per il paziente che si adattino alla crescita del tessuto mediante la pianificazione di comportamenti meccanici e di degradazione nel tempo. Per ulteriori informazioni, visitare: http://stm.sciencemag.org/content/7/285/285ra64

Paesi

Stati Uniti

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