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Intervista

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La raccolta tridimensionale delle prove forensi offre nuove prospettive agli analisti della scena del crimine

Il dott. Peter Kühmstedt, coordinatore del progetto 3D-FORENSICS, ci parla del lavoro svolto nell’ambito del progetto per sviluppare sistemi di scannerizzazione 3D e un software per l’analisi dei dati per rendere più facile la risoluzione dei delitti.

Se vi piacciono le serie poliziesche in TV, probabilmente avrete notato come tracce sui cadaveri o impronte di scarpe spesso aiutino i detective ad accorciare la lista dei sospetti. Tali prove forensi hanno un ruolo fondamentale nelle vere indagini, ma le tecniche attualmente usate hanno i loro limiti. La tecnologia sviluppata nell’ambito del progetto 3D-FORENSICS aiuterà a rendere più precise queste analisi grazie all’uso di una tecnologia di scannerizzazione 3D. Dal 2003, il numero di crimini registrati nell’UE è in costante diminuzione. Sebbene la raccolta e l’analisi di prove forensi - dalle impronte digitali alla balistica e la sierologia - sono state strumentali in questa tendenza, tali metodi presentano comunque dei limiti. Ci sono per esempio dubbi sul carattere unico delle impronte digitali di un individuo o sui criteri per dichiarare una corrispondenza nelle analisi di capelli e fibre. I metodi usati per raccogliere prove forensi inoltre spesso mancano di precisione e può essere difficile garantire la loro integrità dalla scena del crimine all’aula del tribunale. Di tutti questi problemi, gli ultimi due sono stati al centro del progetto 3D-FORENSICS (“Mobile high-resolution 3D-Scanner and 3D data analysis for forensic evidence”), che si propone di aumentare la precisione, la flessibilità e la risoluzione delle ricostruzioni-3D – un promettente approccio forense alla ricostruzione e l’analisi delle prove. Sin dal maggio 2013, il consorzio, che conta sette membri, è coordinato da Fraunhofer e comprende cinque PMI, ha sviluppato tre prototipi di sistemi di scannerizzazione 3D e un nuovo software per l’analisi dei dati. Il sistema, che promette di rendere l’acquisizione dei dati più dettagliata e sollevare gli esperti dall’incombenza di elaborare i dati manualmente, ha lo scopo di aiutare l’UE a far crescere il suo tasso di risoluzione dei crimini, che attualmente è di circa il 70 %. Il dott. Peter Kühmstedt, coordinatore di 3D-FORENSICS, ci spiega alcuni dei risultati del progetto e ci parla della sua speranza di commercializzare i prototipi appena sviluppati nel prossimo futuro. La proporzione di reati irrisolti rimane preoccupante in Europa. Come se lo spiega? Penso che l’Europa sia stata gravemente colpita dalla crisi del debito negli ultimi anni. Molti stati hanno ridotto i propri budget destinati a combattere il crimine, specialmente per i reati molto frequenti come la rapina e i furti d’auto. Le squadre investigative hanno risorse limitate per questi casi. A mio avviso, questo problema è una delle cause del fatto che i reati rimangano irrisolti, ma ci sono indubbiamente molte altre ragioni. Come può la ricostruzione 3D delle prove contribuire a migliorare questi dati statistici? La tecnologia di scansione ottica 3D ha fatto molti progressi negli ultimi 20 anni. Tipicamente si applica nel settore del controllo dei processi industriali, dell’architettura e del patrimonio culturale. L’obiettivo principale del nostro progetto è l’applicazione della tecnologia 3D per raccogliere e analizzare tipi specifici di tracce nelle scene del crimine, per esempio impronte di calzature e pneumatici. Le statistiche nei Paesi Bassi mostrano che le impronte di calzature e di pneumatici sono una traccia comune nei reati molto diffusi. Le tecniche usate per raccogliere queste tracce sono generalmente la fotografia o i calchi in gesso ma entrambe le tecniche presentano degli svantaggi: le fotografie per esempio non contengono informazioni sulla profondità mentre i calchi in gesso richiedono molto tempo. Questi svantaggi possono spingere gli investigatori della scena del crimine a decidere di non raccogliere questo tipo di tracce. Il nostro approccio tecnologico è stato ideato per superare tali limiti. La scannerizzazione ottica 3D permette di catturare velocemente e senza contatto le tracce con tutte le loro informazioni dettagliate. L’analisi dei dati digitali 3D invece dei calchi in gesso renderà più facile il lavoro degli esperti e permetterà di collegare i dati di diverse scene del crimine. Cosa c’è di nuovo nell’approccio di 3D-FORENSICS per questa ricostruzione 3D? La tecnologia di scansione laser 3D è già usata da alcuni esperti forensi della polizia e privati tra le altre cose per registrare scene del crimine complete, ma richiede conoscenze specialistiche e i sistemi non sono stati progettati per la raccolta di impronte di calzature e pneumatici. Il nostro sistema completo, che comprende uno scanner 3D e un software di analisi, è il primo sistema progettato proprio per l’applicazione nei reati molto diffusi. È progettato per essere usato in tutto il processo e il procedimento d’indagine rispettando tutte le disposizioni legali. Se raggiungiamo i nostri obiettivi c’è la possibilità che l’uso di calchi in gesso per le impronte di calzature e di pneumatici venga completamente rimpiazzato. La nostra tecnologia di scannerizzazione 3D si basa sul principio della luce strutturata. Questo approccio ci permette di costruire uno scanner 3D compatto e facile da usare. Rispetto agli attuali scanner più sofisticati, cattura una scena 3D in un campo visivo più piccolo, circa delle dimensioni di una suola di scarpa, con una risoluzione superiore allo 0,2 mm. La risoluzione permette la visualizzazione di piccolissimi segni identificativi, come piccoli graffi che si possono usare per far corrispondere le impronte alle scarpe del sospettato. Inoltre il software di analisi imita l’attuale processo di analisi forense per le impronte di calzature e di pneumatici. È semplice da usare e comprende strumenti per determinare caratteristiche generali, come il tipo e il numero di scarpa, e caratteristiche uniche come i graffi. Non è facile raccogliere le prove e conservarle fino al momento in cui il caso arriva in tribunale. In che modo la vostra tecnologia contribuisce a garantire la loro validità e integrità? Siamo fortunati perché il team del nostro progetto comprende non solo tecnologi ma anche utenti finali nel settore delle scienze forensi. All’inizio del progetto abbiamo definito i requisiti, come la trasparenza e la prevenzione della manipolazione dei dati, per assicurare che le prove raccolte e analizzate con questo sistema fossero ammesse in tribunale. Il progetto e lo sviluppo fatti in seguito hanno rispettato tali requisiti. Per fare un esempio, i dati scannerizzati non vengono mai modificati in modo irreversibile durante il procedimento di analisi: ogni fase dell’analisi è annotata e può essere annullata e rifatta. Le speciali funzionalità del sistema però sono solo uno dei modi per assicurare l’ammissibilità in tribunale. Il secondo, e forse più importante, è convincere gli esperti di scienze forensi. Se gli esperti sono convinti del sistema e si fidano dei risultati, non esiteranno a cercare di usarli in tribunale. La verifica nell’ambito di un procedimento forense accreditato non rientra nei parametri del progetto, ma sarebbe un ulteriore passo durante la commercializzazione. Come stanno andando i test sui prototipi finora? Ad aprile 2015 abbiamo completato tre prototipi dello scanner 3D e il prototipo del software, compresi tutti gli strumenti necessari per l’analisi dei dati. I primi test in laboratorio sono stati ultimati e mostrano risultati molto promettenti. Adesso siamo passati ai test sul campo in ambienti di simulazione della scena del crimine. Stiamo usando diversi terreni rappresentativi come la sabbia, l’argilla e la neve. Durante i test inoltre confrontiamo i risultati con i metodi classici come i calchi in gesso per documentare i vantaggi della nostra tecnica. Il passaggio dal laboratorio alle condizioni sul campo è spesso una fase difficile, ma desideriamo provare il nostro sistema sul campo nel tempo rimanente del progetto. Quali sono le attività ancora da svolgere prima del completamento del progetto? Il nostro progetto ha una durata totale di 28 mesi e si concluderà ad agosto 2015. Nei primi due anni abbiamo definito i requisiti degli utenti finali, abbiamo progettato e sviluppato il sistema e abbiamo costruito i prototipi. Nel tempo che rimane ci concentreremo sui test sul campo e sulla valutazione. L’obiettivo principale è dimostrare la funzionalità sul campo. Quali sono i vostri piani per la commercializzazione e quando prevedete che avverrà? I risultati di 3D-FORENSICS sono prototipi di un sistema per catturare, analizzare e studiare impronte di calzature e di pneumatici delle scene del crimine. Non appena la funzionalità e l’utilità del prototipo saranno dimostrate, sarà necessaria un’altra fase per portare il sistema dallo stato di prototipo a un prodotto commerciale. Il tempo del progetto che rimane sarà anch’esso usato per identificare gli aspetti tecnici che si potrebbero migliorare per la commercializzazione. Parallelamente il consorzio ha sviluppato anche una strategia di utilizzo e attualmente sta prendendo in considerazione le opportunità di finanziamento per procedere alla commercializzazione. L’obiettivo è creare un prodotto nel 2016 e lanciarlo sul mercato nel 2017. Per ulteriori informazioni, visitare: 3D-FORENSICS http://www.3d-forensics.de/

Paesi

Germania

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