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Dai rifiuti all’edilizia

I ricercatori hanno esaminato i residui agroforestali disponibili per lo sviluppo di materiali biocompatibili.

ALIMENTI E RISORSE NATURALI

Progressi scientifici

© Rokas Tenys, Shutterstock

Gli scarti e altri residui provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura vengono sempre più spesso visti come una risorsa utile per la produzione di combustibili o agenti chimici di alto valore, puliti, sostenibili ed economici. Per realizzare il pieno potenziale della biomassa non commestibile a base di cellulosa e degli scarti agricoli come alternativa a basso tenore di carbonio ai combustibili fossili, è fondamentale valutarne la prevalenza. Sostenuti dal progetto REHAP, finanziato dall’UE, i ricercatori hanno indagato la possibilità di prevedere la disponibilità di queste materie prime. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista «Journal of Cleaner Production». Le domande sollevate dal documento sono: «Quali materie prime presentano il potenziale più elevato? Come sono distribuite spazialmente le materie prime? Come evolverà l’approvvigionamento in futuro?» Nello stesso articolo si legge: «L’obiettivo di questa ricerca era l’elaborazione di una metodologia per la previsione spazialmente esplicita del potenziale teorico, tecnico e bioeconomico dei residui agricoli. L’orizzonte di previsione è a medio termine e copre il periodo compreso tra il 2017 e il 2030». La ricerca si è concentrata su paglia di frumento, residui del mais (gambi, foglie e tutoli), paglia di orzo e paglia di colza. Secondo l’articolo, questi rappresenterebbero l’80 % «dei residui della coltivazione di cereali e oleaginose nell’Unione europea». L’articolo conclude quanto segue: «I risultati indicano che l’incremento più significativo tra tutte le colture analizzate sarà quello dei residui del mais, per cui si stima un aumento del 20 % tra il 2017 e il 2030. Il potenziale della paglia di orzo dovrebbe mantenersi costante nel prossimo decennio. La colza è l’unica coltura che probabilmente vedrà, nei prossimi anni, un calo della produzione in molte regioni». Creare edifici verdi usando gli scarti Il progetto REHAP (Systemic approach to Reduce Energy demand and CO2 emissions of processes that transform agroforestry waste into High Added value Products.) è nato per trasformare gli scarti provenienti da agricoltura e silvicoltura in materiali biocompatibili. Un bollettino consultabile sul sito web del progetto riassume così l’intento: «L’obiettivo generale del progetto Rehap è quello di creare nuovi materiali ottenuti dagli scarti provenienti da agricoltura e silvicoltura per il settore edilizio». I partner del progetto REHAP ritengono che l’approccio previsionale presentato nell’articolo della rivista «Journal of Cleaner Production» garantirà un approvvigionamento sostenibile della biomassa utilizzata in Europa, contribuendo all’avanzamento dell’economia circolare senza danneggiare altri settori. «La pubblicazione di questa relazione offrirà ad altri ricercatori l’accesso a previsioni nuove e migliorate, agevolando notevolmente il passaggio a un utilizzo più ecologico e ingegnoso delle risorse naturali in Europa e promuovendo un modello bioeconomico più competitivo», recita il bollettino di cui sopra. Come spiegato in una scheda informativa sul sito web del progetto, i residui agroforestali vengono già impiegati in molti campi, ad esempio negli alimenti e nelle lettiere per animali, nelle nuove tecnologie agricole e nell’orticoltura. La scheda aggiunge che il progetto «sta usando gli scarti sottoutilizzati di agricoltura e silvicoltura per estrarre lignina, cellulosa, tannino ed emicellulosa. Sta quindi utilizzando questi composti per creare biopolimeri che a loro volta potranno essere impiegati per realizzare materiali da costruzione di alto valore, i quali normalmente provengono da combustibili fossili». Continua come segue: «Questi composti possono rimpiazzare una porzione significativa dei 50 milioni di tonnellate (Mt) di greggio attualmente usate nell’industria chimica dell’UE». Per ulteriori informazioni, consultare: sito web del progetto REHAP

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Spagna