Il Consiglio proroga il Fondo di coesione per il periodo 2000-2006
Il 21 giugno 1999, il Consiglio ha formalmente adottato gli emendamenti al Fondo di coesione per il periodo dal 2000 al 2006, confermando il sostegno a Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia per progetti legati all'ambiente ed alle reti di trasporto transeuropee. Il Fondo di coesione è stato istituito dopo l'introduzione, a seguito dell'Atto unico europeo del 1987, della coesione economica e sociale come politica comunitaria chiave a sé stante. Più di recente, in seguito al trattato di Maastricht del 1993, il Fondo di coesione ha assunto importanza come strumento a sostegno degli sforzi dei paesi meno prosperi dell'UE volti a soddisfare i parametri per l'adesione alla moneta unica europea. Il Fondo di coesione ha finanziato investimenti nelle infrastrutture, consentendo a questi Stati membri di concentrarsi sulla riduzione del deficit di bilancio e di tenere sotto controllo il debito pubblico, in linea con i criteri di convergenza fissati per l'euro. Nel prossimo periodo, il Fondo aiuterà quei paesi che hanno già aderito all'euro a mantenere tali condizioni economiche. Nonostante il sostegno ricevuto dal Fondo di coesione nel corso degli ultimi anni, Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia hanno ancora un PNL pro capite inferiore al 90 per cento della media comunitaria, soddisfacendo quindi i requisiti per continuare a beneficiare del sostegno fornito dal Fondo. Tra il 2000 e il 2006, il Fondo di coesione avrà a disposizione 18.000 milioni di euro che, nel corso di tale periodo, verranno così ripartiti: - primi quattro anni, 2.615 milioni di euro all'anno; - nel 2004 e 2005, 2.515 milioni di euro all'anno; - nel 2006, 2.510 milioni di euro. La Spagna riceverà il 61-63,5 per cento delle risorse totali, la Grecia il 16-18 per cento, il Portogallo il 16-18 per cento e l'Irlanda il 2-6 per cento. Il Fondo di coesione finanzia progetti ambientali, in particolare quelli legati alla conservazione, alla tutela e al miglioramento della qualità ambientale, quelli volti alla tutela della salute umana e quelli volti ad un impiego prudente e razionale delle risorse naturali. In realtà, la maggior parte dei progetti finanziati riguarda il miglioramento degli acquedotti e dei sistemi fognari. Vengono finanziati anche progetti in materia di infrastrutture per i trasporti nell'ambito delle reti di trasporto transeuropee (TEN), come pure progetti che danno accesso alle reti TEN. I principali emendamenti in materia di progetti, apportati al Fondo di coesione per il periodo 2000-2006, sono: - la valutazione ex ante dei progetti sarà più approfondita rispetto a quella attuale e verrà eseguito un esame più dettagliato delle eventuali alternative e dell'impatto ambientale; - la percentuale d'intervento comunitario continuerà ad essere pari all'80-85 per cento della spesa pubblica, ma sarà ridotta qualora i progetti producano introiti oppure in applicazione del principio "chi inquina paga"; - la gestione finanziaria risulterà semplificata ed i progetti riceveranno anticipi per importi fino al 20 per cento della somma totale del finanziamento. I pagamenti intermedi verranno effettuati sulla base delle spese realmente sostenute per il progetto, mentre il saldo finale oscillerà tra il 10 e il 20 per cento a seconda delle dimensioni del progetto. L'ammissibilità di questi paesi verrà riesaminata prima della fine del 2003 e perderanno il diritto al finanziamento quei paesi che dovessero avere un PNL equivalente o superiore al 90 per cento della media dell'Unione.
Paesi
Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo