Proposta dell'UNICE per un brevetto comunitario per l'innovazione europea
"Le imprese europee non traggono benefici dalle loro ricerche, poiché le attuali procedure di rilascio di brevetti richiedono troppo tempo e sono troppo costose", ha dichiarato l'UNICE, l'Unione delle confederazioni europee dell'industria e dei datori di lavoro. "La necessità di istituire un brevetto comunitario si è ormai fatta pressante e richiede un sostegno politico di massimo livello", ha dichiarato il segretario generale dell'UNICE, Dirk Hudig, in una conferenza stampa svoltasi il 14 febbraio per la presentazione del nuovo compendio dell'UNICE sui diritti di proprietà intellettuale. La pubblicazione descrive la posizione dell'UNICE sull'importanza strategica dei diritti di proprietà intellettuale, che si spera influenzerà i ministri nel corso del vertice di Lisbona del 23-24 marzo in Portogallo. "Ci auguriamo che questo documento aiuti l'Europa a costruire una struttura di tutela, offerta dai diritti di proprietà intellettuale, che risponda alle aspettative e alle necessità degli utenti", ha affermato Dirk Hudig. "I brevetti europei costano cinque volte di più di quelli americani, i quali prevedono anche sconti a piccole e medie imprese. Inoltre, per ottenerli occorre un quarto del tempo richiesto in Europa. Le imprese europee semplicemente non richiedono la tutela dei loro prodotti", ha dichiarato Dirk Hudig, "con conseguente svantaggio in termini di competitività." "Non è più una questione di tecnologia, bensì di competitività", ha dichiarato. "In Europa dobbiamo incoraggiare una cultura del rischio e, pertanto, le imprese devono essere in grado di comprendere più celermente i vantaggi derivanti da una posizione innovativa." L'UNICE spera anche di portare la questione all'attenzione dei dirigenti d'impresa europei, le cui controparti statunitensi stanno attivamente pubblicizzando i vantaggi offerti dal sistema di rilascio di brevetti. "In Europa questa è considerata una questione troppo complicata e tecnica; di conseguenza, i dirigenti d'impresa la ignorano, mentre in America ne prendono le difese e ne discutono." Tuttavia, per far diventare il sistema concorrenziale, l'UNICE richiede un brevetto comunitario redatto in una sola lingua, traducibile in caso di controversia, il che sarà probabilmente una delle questioni più difficili da risolvere. Un partecipante alla presentazione del compendio dell'UNICE ha dichiarato: "Sarà interessante vedere cosa succederà a Lisbona, poiché l'UNICE è molto influente in questo campo". L'attuale sistema europeo di rilascio dei brevetti consiste in una procedura comune di rilascio che interessa 19 paesi europei. Dall'istituzione del sistema nel 1977, sono stati registrati oltre 900.000 brevetti. Eppure, a differenza del brevetto comunitario proposto, quello europeo non è unitario. Dopo essere stato rilasciato dall'Organizzazione europea dei brevetti di Monaco di Baviera, il brevetto è suddiviso in diversi brevetti nazionali che proteggono soltanto le nazioni indicate dal richiedente. Ognuno di essi è regolamentato dal diritto nazionale ed attualmente non esiste un'autorità europea comune che ne garantisca un'interpretazione univoca. Il brevetto comunitario proposto prevede una modalità di rilascio simile a quella europea, con la differenza che sarebbe poi applicabile in tutta la Comunità e sarebbe controllato da un'unica autorità. La necessità di una riforma è stata evidenziata durante le consultazioni per il Libro verde sul sistema di rilascio di brevetti in Europa, pubblicato nel 1997, ed è diventata una questione chiave per la comunità dei ricercatori europei. La Direzione generale del Mercato interno della Commissione europea ha esposto le misure da intraprendere in una comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale del febbraio 1999. Queste misure comprendono: una proposta di regolamento per l'istituzione di un brevetto comunitario unico, valido in tutta l'Unione europea; una proposta di direttiva sulla protezione dei brevetti delle invenzioni in materia di programmi informatici; una comunicazione interpretativa sulla libertà di stabilimento e sulla libertà di prestazione dei servizi per gli intermediari dei brevetti; infine, un'azione pilota a sostegno degli sforzi compiuti dagli uffici brevetti nazionali per promuovere l'innovazione. La proposta rientra nel piano d'azione della Commissione per il mercato unico e nel primo piano d'azione per l'innovazione in Europa. La Commissione intende presentare una proposta per un brevetto comunitario entro il giugno 2000. Il commissario della Ricerca Philippe Busquin ha recentemente manifestato il proprio sostegno all'idea di istituire un brevetto comunitario, quale complemento alla sua iniziativa volta alla creazione di uno spazio comune europeo di ricerca.