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Contenuto archiviato il 2022-12-07

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Un colpo alla politica del Regno Unito in materia di OGM

I progetti del governo britannico relativi alle sperimentazioni scientifiche sulle colture geneticamente modificate sono stati scombussolati dal verdetto di un processo celebrato dal tribunale di Norwich il 20 settembre. Il direttore esecutivo di Greenpeace Peter Melchett ed a...

I progetti del governo britannico relativi alle sperimentazioni scientifiche sulle colture geneticamente modificate sono stati scombussolati dal verdetto di un processo celebrato dal tribunale di Norwich il 20 settembre. Il direttore esecutivo di Greenpeace Peter Melchett ed altri 27 imputati sono stati assolti dall'accusa di danneggiamento doloso, malgrado avessero riconosciuto di aver distrutto un campo coltivato a mais geneticamente modificato nel Norfolk (Regno Unito) nell'agosto dell'anno scorso. La giuria ha accolto la tesi degli imputati che tale atto fosse giustificato dalla necessità di impedire un "inquinamento genetico". Gli agricoltori britannici sono però rimasti sbigottiti dal verdetto, che definiscono "iniquo". Il presidente del Sindacato nazionale degli agricoltori Ben Gill ha dichiarato: "Troviamo strano che sia stato pronunciato un verdetto di non colpevolezza di fronte a tali prove inoppugnabili. In questo modo si apre la strada al vandalismo sfrenato ed alla violazione delle leggi." Il ministero dell'Ambiente ha dichiarato che le prove di coltivazione continueranno anche se, in conseguenza del verdetto, è aumentato il rischio che vengano interrotte da parte di militanti ecologisti. "Se arrestassimo le nostre ricerche, soggette a controlli rigorosi, la coltivazione di colture geneticamente modificate si diffonderebbe comunque, senza però che noi possiamo raccogliere le prove scientifiche di cui abbiamo bisogno", ha dichiarato un portavoce. "Le piantagioni sperimentali sono di importanza vitale per valutare se la coltivazione e la gestione delle colture geneticamente modificate comportino conseguenze per l'ambiente e per la salute umana."

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