Le energie rinnovabili non beneficeranno più degli aiuti di Stato?
Il commissario europeo per la Concorrenza Mario Monti ha chiesto che gli aiuti di Stato a favore del settore dell'energia rinnovabile siano soppressi nel giro di cinque anni, per costringere le imprese a marciare più rapidamente con i propri mezzi. In una bozza di definizione dei progetti per questo settore, la Commissione afferma di "non favorire, nell'insieme, i sussidi alla gestione operativa di un'impresa", ma che per le aziende del settore ambientale "tali sussidi possono essere autorizzati in casi specifici". Tuttavia la Commissione sottolinea che tali agevolazioni dovrebbero limitarsi ad indennizzare le imprese per i costi aggiuntivi sostenuti in seguito alla scelta di utilizzare le fonti energetiche rinnovabili e che le sovvenzioni dovrebbero venire eliminate gradualmente. Gli ambientalisti hanno espresso il loro disappunto nei confronti di tale decisione, nel timore che i produttori di energie rinnovabili non saranno in grado di competere con i metodi tradizionali di generazione di energia e che le aziende non saranno più motivate a ridurre le emissioni di biossido di carbonio. Nonostante il commissario Monti abbia riconosciuto che i sussidi per la tutela dell'ambiente costituiscono una parte relativamente piccola degli aiuti di Stato, la Commissione conferma la propria volontà di arrivare ad una riduzione globale dei sussidi concessi dagli Stati membri alle imprese.