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Contenuto archiviato il 2022-12-07

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Secondo una relazione, lo spazio rappresenta la chiave dello sviluppo europeo

Secondo la relazione dei "tre saggi", commissionata dal direttore generale dell'Agenzia spaziale europea (ASE) Antonio Rodotà al fine di esaminare la politica spaziale europea, l'Europa deve utilizzare lo sviluppo spaziale quale strumento per il conseguimento dei principali ob...

Secondo la relazione dei "tre saggi", commissionata dal direttore generale dell'Agenzia spaziale europea (ASE) Antonio Rodotà al fine di esaminare la politica spaziale europea, l'Europa deve utilizzare lo sviluppo spaziale quale strumento per il conseguimento dei principali obiettivi in materia di economia, ambiente e sicurezza. Il gruppo dei tre saggi, composto da Carl Bildt (ex presidente svedese ed ex inviato ONU nei Balcani), Jean Peyrelevade (presidente del Crédit Lyonnais) e Lothar Späth (ex presidente del Land tedesco del Baden-Württemberg), ha chiarito le finalità della relazione nell'introduzione. In generale tali obiettivi intendono garantire che lo spazio diventi parte integrante della politica europea e tra i punti chiave della relazione, cui la ricerca spaziale può dare il proprio contributo, figurano l'osservazione della Terra, le questioni ambientali e la sicurezza. La relazione recita: "Non possiamo più considerare lo spazio e la politica spaziale quali attività distinte dalle altre attività europee". Secondo la relazione, l'Europa può trarre molti vantaggi potenziali da una politica europea comune in materia di spazio, quali: - ridurre la dipendenza dell'Europa da sistemi non europei in settori chiave; - contribuire al conseguimento dell'obiettivo di Lisbona di diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica al mondo; - fare dell'Europa l'alternativa agli USA a livello globale (gli USA rappresentano l'80 per cento della spesa spaziale mondiale); - fornire una base per una più stretta collaborazione con la Russia; - evitare che il mondo si affidi a sistemi a punto unico di guasto e in secondo luogo impedire che altri concorrenti (in particolare quelli asiatici) sviluppino le proprie infrastrutture. Successivamente la relazione elenca una serie di raccomandazioni, quali: - una più stretta collaborazione tra l'ASE e l'Unione europea, mediante, ad esempio, l'inserimento del tema dello spazio all'ordine del giorno del Consiglio europeo e la partecipazione della Commissione europea al Consiglio dell'ASE; - utilizzo delle competenze dell'ASE per gli aspetti della politica spaziale europea più orientati verso la sicurezza; - utilizzo dei sistemi sviluppati dall'ASE quali potenziali attività imprenditoriali (come è accaduto con il GPS, inizialmente sviluppato soltanto per la marina militare statunitense, ma ora all'origine di uno straordinario successo commerciale). L'introduzione conclude che nel settore spaziale europeo si può fare molto di più. Gli autori affermano: "Vediamo che l'Europa si rivela sempre più in grado di collaborare e di competere sulla scena globale. Siamo inoltre convinti che ciò rafforzerà le possibilità dell'Europa di conseguire gli altri suoi obiettivi".

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