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La Francia auspica uno "spazio europeo dell'innovazione"

Il 21 novembre a Lione, rappresentanti di alto livello degli Stati membri dell'UE e di altri paesi hanno incontrato innovatori, imprenditori e ricercatori per discutere quali siano i 15 fattori più importanti per il futuro successo dell'innovazione in Europa. La manifestazione...

Il 21 novembre a Lione, rappresentanti di alto livello degli Stati membri dell'UE e di altri paesi hanno incontrato innovatori, imprenditori e ricercatori per discutere quali siano i 15 fattori più importanti per il futuro successo dell'innovazione in Europa. La manifestazione, organizzata dal ministero dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria e dal ministero della Ricerca francesi, si è svolta immediatamente dopo il secondo forum della Commissione europea sull'innovazione e sull'imprenditorialità. Nell'aprire formalmente i lavori, Laurent Fabius, ministro francese dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria, ha affermato: "Dobbiamo riunire i partner europei dell'innovazione ... se vogliamo progredire. Forse i nostri sforzi sono frammentari. In assenza di un approccio paneuropeo, l'Europa trarrà minori vantaggi". Egli ha proseguito auspicando il coordinamento delle politiche nazionali, pur nel rispetto della sussidiarietà, al fine di conseguire uno "spazio europeo dell'innovazione". Tre panel hanno discusso le seguenti tematiche: "società, crescita ed innovazione"; "finanziamenti, capitali ed innovazione", "ricerca, tecnologia ed innovazione". Successivamente è stato chiesto ai partecipanti di classificare per ordine di importanza una serie di motori dell'innovazione, proposti dai relatori durante le loro presentazioni. I risultati sono indicati di seguito. Per la tavola rotonda in materia di "società, crescita e innovazione": - formazione in materia di innovazione e promozione dell'imprenditorialità; - individuazione delle nuove competenze necessarie e conseguente adattamento dei sistemi di istruzione; - sviluppo di strumenti e servizi per la società dell'informazione, compreso Internet, ai fini dell'inclusione sociale; - sviluppo della comprensione della scienza da parte della popolazione; - promozione dell'innovazione a livello organizzativo. Per la tavola rotonda in materia di "finanziamenti, capitali ed innovazione": - sostegno dell'impresa innovativa nelle fasi iniziali; - mobilitazione di finanziamenti privati a favore dell'innovazione; - coordinamento dei meccanismi di sostegno nazionali ed europei per le imprese innovative; - promozione dello sviluppo di capitali di rischio europei; - decentramento del sostegno europeo all'innovazione nelle PMI. Infine, nella tavola rotonda in materia di "ricerca, tecnologia ed innovazione", i partecipanti hanno scelto quali settori prioritari di intervento i seguenti progetti: - promozione dell'attività di R&S in Europa; - sviluppo dell'innovazione nelle PMI sulla base dei risultati della ricerca; - introduzione di un brevetto europeo che soddisfi le esigenze dei richiedenti; - promozione della mobilità dei ricercatori europei; - potenziamento del richiamo dell'Europa nei confronti dei migliori ricercatori a livello mondiale. Nel ringraziare il governo francese per aver fatto dell'innovazione una priorità dell'attuale Presidenza dell'Unione europea, il commissario europeo per le Imprese Erkki Liikanen ha dichiarato ai partecipanti: "I vertici di Feira e di Lisbona hanno segnato l'inizio di un processo con il quale la Commissione si è posta obiettivi ambiziosi ed hanno riaffermato l'importanza dell'innovazione... Lo sviluppo di imprese innovative rappresenta uno dei principali obiettivi della politica dell'innovazione". Egli ha parlato dell'esigenza di sostenere le nuove imprese mediante strutture e servizi quali i "business angel" e gli incubatori. "Lo scambio di informazioni e di assistenza dovrebbe portare ad un approccio globale a livello europeo... (e) l'analisi comparativa consente di individuare le migliori prassi e di seguirle". Egli ha inoltre ricordato che occorre diffidare degli eccessi normativi, affermando: "La Commissione intende eliminare norme e regolamenti che non siano utili nella pratica. Sono inoltre importanti i concetti di normazione comune e gestione comune; pertanto dovremmo probabilmente considerare l'autoregolamentazione". I partecipanti al simposio, tra cui il ministro della Ricerca francese Roger Gérard Schwartzenberg, il ministro della Ricerca portoghese José-Mariano Gago ed il commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin, hanno anche affrontato brevemente la questione delle sfide etiche, che, secondo il commissario Liikanen, "rivestono quasi la stessa rilevanza di quelle normative, soprattutto nel settore delle biotecnologie". "La Commissione ha un ruolo da svolgere per promuovere l'innovazione e ripristinare la fiducia." Nel sottolineare l'esigenza di prendere progressivamente in considerazione aspetti etici e morali in materia di innovazione, Laurent Fabius ha espresso il proprio consenso, affermando: "Spendiamo più nella ricerca nel settore cosmetico che nella ricerca contro la malaria. L'Europa è impegnata sul fronte dell'innovazione e dispone sicuramente dei mezzi per diventare un'Europa innovativa e forte". Philippe Busquin è stato più cauto. Il Commissario, pur convenendo che l'Unione europea detiene quote di mercato nei settori della tecnologia aeronautica e delle biotecnologie, ha definito le prestazioni complessive dell'UE nel settore dell'innovazione "decisamente troppo deboli". Egli ritiene che per promuovere l'innovazione sia essenziale una migliore organizzazione della ricerca in Europa. Busquin, sottolineando l'esigenza di un ulteriore "coordinamento aperto", ha aggiunto: "L'innovazione va oltre la ricerca, ma la ricerca è tuttora una condizione fondamentale dell'innovazione - aspetto questo che non viene spesso ricordato. Nella mia veste di commissario della Ricerca, sono qui per rammentare a voi tutti che la percentuale dell'1,8 per cento [del PIL che l'Europa destina al finanziamento della ricerca] è di gran lunga inferiore a quella degli USA e del Giappone... Occorre compiere uno sforzo in tutti gli Stati membri per incrementare il bilancio della ricerca". Schwartzenberg ha concluso: "Non è una questione di 'materia grigia' quella che condiziona l'Europa; il fatto è piuttosto che l'Europa non riesce a valorizzare la ricerca, trasformandola in posti di lavoro e crescita. L'Europa deve accelerare per far fronte alle sfide poste dalla società dell'innovazione... Se l'Europa dell'innovazione è destinata a diventare una realtà, questo deve essere il decennio dell'innovazione, perché altrimenti non saremo mai più in grado di recuperare il ritardo".der Lage, sich den Wert sei

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