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Trattamento delle acque reflue urbane: la Commissione pubblica i nomi delle città inadempienti

Nel tentativo di indurre gli Stati membri ad applicare con maggior rigore la politica ambientale comunitaria, il commissario per l'Ambiente Margot Wallström sta varando un'iniziativa "name and shame" (nominare e disonorare) che comincerà con un seminario dedicato alla direttiv...

Nel tentativo di indurre gli Stati membri ad applicare con maggior rigore la politica ambientale comunitaria, il commissario per l'Ambiente Margot Wallström sta varando un'iniziativa "name and shame" (nominare e disonorare) che comincerà con un seminario dedicato alla direttiva dell'UE concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Secondo la Commissione, la maggior parte degli Stati membri mostrano notevoli ritardi nell'applicazione di questa direttiva a dieci anni dalla sua adozione. Addirittura 37 grandi città continuano a rilasciare nell'ambiente acque reflue non trattate e molte altre rilasciano grandi quantità di scarichi dopo un trattamento non appropriato, riferisce la Commissione, la quale deplora anche la lentezza degli Stati membri nel fornirle le informazioni sul trattamento delle acque di scolo prodotte nelle loro città. Ora il Commissario intende esplicitare fermamente che ciò è inaccettabile. "L'ambiente dell'UE sarebbe diverso se la legislazione fosse applicata negli Stati membri", ha dichiarato la Wallström. "Il trattamento delle acque reflue, ad esempio, determina la qualità delle acque di balneazione e quindi influisce direttamente sulla sanità pubblica. Gli Stati membri offrono inoltre un pessimo esempio ai paesi candidati, che sono criticati se non recepiscono con sufficiente velocità le normative ambientali dell'UE". I seminari della Commissione "name, shame and fame", intesi a segnalare per nome e lodare o biasimare secondo i casi, con inizio questa settimana, costituiscono uno degli strumenti annunciati nell'ambito del sesto programma di azione ambientale, al fine di sensibilizzare ulteriormente sugli effetti di una scarsa applicazione del diritto comunitario.

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