Secondo un'eurodeputata, nel cyberspazio c'è posto anche per i paesi ACP
Nel corso di un'assemblea parlamentare paritetica tra l'UE e i paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico), l'Unione europea è stata esortata ad assistere i paesi in via di sviluppo, affinché possano istituire i propri sistemi di comunicazione. L'europarlamentare tedesca Karin Junker ha dichiarato all'assemblea parlamentare paritetica che la cooperazione per lo sviluppo tra i paesi ACP e l'UE deve avere per obiettivo l'elaborazione di una strategia comune, in vista di colmare il divario digitale tra i paesi del nord e del sud del mondo. "Il fatto è che nel cyberspazio c'è posto anche per i paesi in via di sviluppo e perciò è giusto aiutarli", ha dichiarato l'eurodeputata. La Junker ha presentato una relazione nella quale illustra come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione possano apportare benefici alla società, citando a titolo di esempio le reti sanitarie su Internet, l'apprendimento a distanza e le informazioni ambientali. I parlamentari dei paesi ACP hanno apprezzato tale analisi, chiedendo tuttavia che vengano avanzate proposte concrete sulle modalità di assistenza dell'UE. L'europarlamentare svedese Anders Wijkman ha chiesto la definizione di un approccio simile all'iniziativa "eEurope" dell'UE, domandando per quale motivo le tecnologie dell'informazione non siano contemplate nella strategia della Commissione europea in materia di sviluppo. La Junker ha sottolineato che non esiste una formula standard per introdurre le comunicazioni globali nei paesi ACP. Mentre l'Africa lotta contro l'analfabetismo e l'inadeguatezza delle infrastrutture, le piccole isole del Pacifico affrontano problemi in materia di comunicazioni. I Caraibi, d'altro canto, hanno il vantaggio della diffusa conoscenza dell'inglese e della presenza di collegamenti via cavo. Nel frattempo, l'UE beneficia della manodopera qualificata nel settore delle TI importata dai paesi in via di sviluppo come l'India.