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La troika dell'UE mantiene ferma la propria posizione dopo i negoziati di New York sul clima

A seguito dei negoziati di alto livello sul cambiamento del clima svoltisi il 21 aprile a New York, la "troika" dell'UE per il mutamento climatico ribadisce il proprio impegno nei confronti del protocollo di Kyoto. "Siamo responsabili nei confronti delle generazioni future; i...

A seguito dei negoziati di alto livello sul cambiamento del clima svoltisi il 21 aprile a New York, la "troika" dell'UE per il mutamento climatico ribadisce il proprio impegno nei confronti del protocollo di Kyoto. "Siamo responsabili nei confronti delle generazioni future; i dati scientifici sono incontestabilmente chiari; i problemi globali richiedono soluzioni globali", ha affermato la troika, costituita dal Ministro svedese dell'Ambiente, nonché attuale presidente del Consiglio dell'UE, Kjell Larsson, dal commissario dell'UE per l'Ambiente Margot Wallström e dal Ministro belga dell'Energia e lo sviluppo sostenibile Olivier Deleuze. Sintetizzando la posizione dell'UE, la troika ha affermato: "Il protocollo di Kyoto è quanto mai vivo; auspichiamo che i risultati della conferenza delle parti (CoP 6bis) della convenzione sul cambiamento climatico rendano il protocollo ratificabile; confermiamo l'obiettivo della ratifica da parte dell'UE entro "Rio+10 2002" e chiediamo alle altre parti di fare lo stesso; a tal fine, intensifichiamo i preparativi per la ratifica e acceleriamo il lavoro sulle politiche e le misure interne dell'Unione europea, attraverso il Programma europeo per il mutamento climatico (ECCP)". La troika ha espresso il proprio rammarico per l'opposizione degli Stati Uniti al protocollo, auspicando che gli americani riconsiderino la loro posizione. Nel frattempo, i tre rappresentanti dell'UE si sono recati in diversi paesi per raccogliere consensi, al fine di contribuire al raggiungimento di un accordo a Bonn, il prossimo luglio. "Facciamo appello alla flessibilità di tutte le parti nell'elaborare gli accordi durante i prossimi mesi", afferma la troika. Margot Wallström si è espressa con franchezza e ottimismo a proposito delle consultazioni avvenute il 24 aprile a Bruxelles, nel corso della "Settimana verde" organizzata dalla Commissione: "Le nostre critiche e le forti reazioni espresse dal resto del mondo hanno avuto un impatto sugli americani. Certo, non a tal punto da convincere il governo ad abbandonare la propria posizione, ma [la reazione del resto del mondo] ha creato una pressione politica [.] Credo che negli Stati Uniti si avverta un certo imbarazzo per questa decisione". Il Commissario ritiene che l'elevato profilo del dibattito su Kyoto, di cui i quotidiani statunitensi parlano in prima pagina ormai da oltre tre settimane, influenzerà l'imminente processo di revisione delle politiche, in occasione del quale il governo americano riesaminerà le questioni ambientali. Secondo la Wallström, demonizzare la posizione degli Stati Uniti sarebbe controproducente. "Dobbiamo continuare a fare pressione sugli americani ed offrire loro una soluzione per uscire dalla situazione imbarazzante nella quale si sono messi da soli ".

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