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Valutare l’intelligence criminale dell’UE

I ricercatori hanno esaminato la qualità e gli effetti dell’intelligence criminale dell’UE. L’Europa è coinvolta nella prassi, ma le attività sono frammentate e non cooperative; un lavoro del genere potrebbe violare la presunzione d’innocenza e non è raccomandato come prova processuale.

Tecnologie industriali

Dietro la pratica dell’intelligence criminale c’è il presupposto che questo lavoro aiuti le autorità incaricate dell’applicazione della legge a scoprire e prevenire i crimini. Ciononostante non tutti ne sono convinti e inoltre tale pratica deve controbilanciare i diritti civili. Il progetto EUCRIMINTEL (Criminal intelligence in the EU), finanziato dall’UE, si è occupato della frammentazione dell’intelligence nell’UE, il ruolo e la qualità di tale lavoro ed eventuali conflitti con diritti e principi democratici. Il progetto ha lavorato per due anni a partire da ottobre 2012. I partner hanno determinato che numerosi enti europei sono coinvolti nell’intelligence, nonostante sostengano il contrario. Le autorità però sono frammentate e mancano di coerenza, il che in parte è dovuto alla mancanza della volontà di collaborare. Il progetto ha fissato un quadro teorico generale, occupandosi di prevenzione, il concetto del ciclo dell’intelligence e la riconciliazione dell’intelligence con i diritti. Il team è arrivato alla conclusione che la raccolta e l’analisi di intelligence può violare la presunzione di innocenza solo fino a un certo punto, in particolare quanto le attività dell’intelligence diventano una forma di monitoraggio totale. I ricercatori hanno intervistato oltre 10 parti coinvolte in America e in Europa, protette da anonimato, per documentare come l’intelligence è creata e usata. Questa fase ha confermato il principio di proporzionalità, nel quale una raccolta di informazioni eccessiva può ostacolare la funzione dell’intelligence. L’intelligence strategica europea è in apparenza molto buona, ma lo stesso non è stato riscontrato per l’intelligence operativa. Le interviste del progetto hanno stabilito che l’intelligence europea è principalmente usata per la creazione delle politiche strategiche e solo in un modo molto limitato per la giustizia penale. Lo studio ha concluso che anche se l’intelligence offre una preziosa ispirazione nella fase dell’incriminazione, tali informazioni dovrebbero essere bandite dai processi. ECRUMINTEL permette alle parti interessate di ristrutturare la forma della comunità dell’intelligence a liello nazionale e dell’UE. In secondo luogo, il lavoro ha stimato la qualità dell’intelligence e ha chiarito i limiti del suo uso.

Parole chiave

Intelligence criminale, presunzione d’innocenza, prove processuali, diritti civili, raccolta di informazioni

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